'Sofferenze bancarie superano i 160 miliardi: il settore immobiliare torna al 1985

Sofferenze bancarie superano i 160 miliardi: il settore immobiliare torna al 1985

Crescono ancora oltre 160 miliardi di euro le sofferenze delle banche, mentre continua a contrarsi il credito a famiglie e imprese. E il settore immobiliare torna ai livelli del 1985.

di , pubblicato il

Crescono ancora le sofferenze bancarie a gennaio in Italia, seppure a un ritmo inferiore al mese precedente: +24,5% su base annua (+24,7% a dicembre), pari a 160,4 miliardi di euro, in netto aumento dai 155,9 miliardi di dicembre. Si tratta del dato senza correzioni per le cartolarizzazioni, tenendo conto delle discontinuità statistiche.

 

APPROFONDISCI – Sofferenze bancarie boom a dicembre. E prosegue il credit crunch

 

E le banche non hanno ancora toccato il fondo. Secondo l’Abi, entro il 2015, le sofferenze toccheranno un massimo di 190 miliardi di euro, anche se la ripresa dell’economia sembra iniziare ad attecchire anche in Italia.

Parallelamente ai problemi di bilancio, gli istituti continuano a ridurre il credito alle famiglie e alle imprese: -3,5%, in lieve decelerazione dal -3,7% del mese prima, ma sempre un calo è. In particolare, i finanziamenti alle imprese non finanziarie sono diminuiti su base annua del 5% (da -5,2%), mentre è rimasto stabile il calo del credito verso le famiglie a -1,3%.

Mutui banche ancora difficili

E anche a causa della difficoltà di ottenere un mutuo, il settore immobiliare ha visto tornare nel 2013 il valore delle compravendite al 1985, pari a un totale di 66,8 miliardi di euro, 8 miliardi in meno dell’anno precedente (-10,7%). E’ quanto segnala l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e del Territorio.

Secondo l’Osservatorio, anche nell’ultimo trimestre del 2013 si è registrato un calo delle compravendite, pari al 7,5% annuo, con un -8% per il comparto residenziale, che porta al -9,2% il tonfo dell’intero anno.

E uno sondaggio condotto dalla Banca d’Italia, insieme a Tecnoborsa e all’Agenzia delle Entrate, realizzato tramite interviste a 1.406 agenzie immobiliari, nell’ultimo trimestre del 2013 è cresciuta la percentuale degli agenti, che segnala una riduzione dei prezzi di vendita: 70,5%, contro il 68,2% di ottobre.

Il mandato viene revocato nel 63,2% dei casi per i prezzi giudicati troppo alti da parte degli acquirenti, mentre nel 50,5% delle situazioni è l’offerente a ritenere troppo basso il prezzo. Insomma, domanda e offerta non si trovano ancora d’accordo. Da qui, il rinvio delle compravendite. Stabile al 45,8% la quota delle agenzie che giudica la difficoltà di ottenere un mutuo la principale causa di revoca del mandato.

E se cresce il numero di acquisti finanziati con il mutuo (60,9% dal 57,2% precedente), anche la quota coperta da quest’ultimo del valore dell’immobile è in aumento (59,8% dal 57,9%), ma il livello delle cifre è così basso, che il settore non sembra essersi finora giovato del trend.

Il 64% degli agenti intervistati si attende un calo dei prezzi per il primo trimestre del 2014, mentre solo guardando a un arco temporale di 2 anni sono di più gli ottimisti, rispetto ai pessimisti (+9,6%).

 

Argomenti: ,