'Sofferenze bancarie al top in Italia e Spagna. Sarà davvero ripresa?

Sofferenze bancarie al top in Italia e Spagna. Sarà davvero ripresa?

Crescono le sofferenze bancarie in Italia e Spagna e i prestiti continuano a contrarsi nel nostro paese. A dicembre, i crediti dubbi ammontavano a 156 miliardi.

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Dati in peggioramento per le sofferenze delle banche in Italia e Spagna. Nel mese di dicembre, gli istituti spagnoli mostravano crediti problematici e inesigibili per un valore record di 197 miliardi, in crescita dai 192,5 miliardi di novembre e il 13,6% in più su base annua.

In Italia, la situazione è analoga, anche se i valori assoluti sono più contenuti. I crediti in sofferenza lordi a dicembre si sono attestati a 155,9 miliardi, quelli netti (dopo le coperture) a 80,4 miliardi. Il rapporto tra sofferenze lorde e impieghi è stato, quindi, dell’8,1%, ma con punte del 14% tra i piccoli operatori economici, mentre le sofferenze nette hanno inciso per il 4,33% degli impieghi totali.

Nel frattempo, a gennaio, secondo l’Abi, i prestiti alle famiglie e alle imprese sono diminuiti su base annua del 3,9%, sostanzialmente stabili rispetto al -4% di dicembre. Ma sempre numeri negativi sono.

I dati di Spagna e Italia dimostrano che le sofferenze bancarie continuano a crescere, mentre l’economia reale inizia a migliorare, ma a un ritmo molto lento, non tale da potere fare rientrare l’allarme nell’arco dei prossimi mesi. Ci vorrà del tempo, infatti, prima che il miglioramento dell’economia si traduca in una riduzione dei crediti sofferenti.

Nel frattempo, si allunga la lista degli istituti che corrono a ricapitalizzarsi, in vista dei test europei di BCE ed Eba. L’ultimo, in ordine di tempo, è la Banca Popolare di Vicenza, che ha varato un aumento di un miliardo a due tappe, mentre a metà anno si terrà il maxi-aumento di MPS per 3 miliardi di euro.

La necessità di reperire capitali e di rafforzare il patrimonio spingerà le banche a stringere ancora i cordoni della borsa nei prossimi mesi.

E tra la fine di quest’anno e il febbraio dell’anno prossimo, le banche italiane dovranno restituire oltre 230 miliardi dei 255 ricevuti in prestito dalla BCE con le sue aste Ltro. Il rischio è tutte queste scadenze portino se non a un peggioramento del “credit crunch” a un prosieguo del basso sostegno del credito alle imprese e alle famiglie, rendendo asfittica la crescita prevista per l’Italia nel 2014. In buona parte, il ragionamento vale anche per la Spagna.

 

 

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