Snapchat non partecipa alla festa in borsa della big tech, delude e crolla

Crollano le azioni Snapchat a Wall Street, dopo una trimestrale deludente. Il social non si aggrega alla festa in corso da tempo per il resto della "big tech" e annuncia novità rilevanti.

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Crollano le azioni Snapchat a Wall Street, dopo una trimestrale deludente. Il social non si aggrega alla festa in corso da tempo per il resto della

Nelle contrattazioni after-hours, il titolo Snapchat è crollato ieri sera del 12% a Wall Street, dopo che la società ha diffuso i risultati del terzo trimestre, che hanno profondamente deluso il mercato. Rispetto al secondo trimestre, la chat dei messaggi che si auto-cancellano ha aumentato il numero degli utenti solamente del 3,2% a 178 milioni, +4,5 milioni contro i +8 milioni stimati. Su base annua, invece, si registra un boom di ricavi del 62% a 207,9 milioni di dollari, ma inferiori ai 235,5 milioni attesi. La perdita netta adjusted per azione è stata, quindi, di 0,14 dollari contro gli 0,15 del consensus, pari a più di 400 milioni di dollari, in netto aumento dai 124 del terzo trimestre 2016. (Leggi anche: Azioni Snapchat verso un crollo peggiore da fine mese?)

Azioni Snapchat un flop dall’IPO

Rispetto al debutto di marzo con l’IPO a 17 dollari, Snapchat ha visto crollare di prezzo le sue azioni del 21%, ma il rosso sale al 50%, se si considera che all’indomani dello sbarco in borsa, la società arrivò a capitalizzare intorno a 33 miliardi contro i 18 di oggi, quotando fino a un massimo di 27 dollari. Il business della società è stato diversificato negli ultimi tempi, ma non sempre con successo. Se Snap Map ha avuto un discreto successo, in coincidenza con l’eclissi di agosto, un flop è stato il lancio di Spectacles, gli occhiali connessi, che hanno inflitto perdite per 40 milioni nel trimestre passato, a causa di ordini nettamente inferiori alle scorte di magazzino. E i tassi di annunci pubblicitari hanno registrato un crollo del 60%, nonostante il ceo Evan Spiegel, 27 anni, avesse puntato nel rendere la sua app una sorta di TV, incapace ad oggi di rendersi competitiva con i servizi offerti da un gigante come Facebook, che di utenti ne vanta 2,06 miliardi nel mondo.

Per fortuna, Snapchat possedeva al 30 settembre scorso liquidità per 2,3 miliardi, anche se 2 miliardi sono i costi che dovranno sostenersi entro i prossimi 5 anni per l’accordo siglato con Google sull’utilizzo del servizio di cloud hosting. Dunque, la società di Spiegel non si aggiunge alla festa in borsa di questa fase del resto della “big tech”, ovvero del comparto che comprende colossi come Microsoft, Amazon, Facebook, Apple e Google, le cui azioni segnano guadagni a doppia cifra quest’anno, trainati da fatturato e utili in crescita. (Leggi anche: Bolla sulle azioni tech?)

Snapchat resta per ragazzini

Al contrario, Snapchat sembra essersi fossilizzata sull’utenza giovane, ovvero di età compresa tra 13 e 34 anni e in pochi paesi, come USA, Canada, Regno Unito e Francia. Per questo, il ceo ha annunciato che vi sarà un aggiornamento “disruptive” dell’applicazione, che per quanto potrebbe indispettire gli utenti attuali, è teso a rendere i servizi più facilmente accessibili, comprensibili e venendo incontro a un’utenza più matura e attiva in altre parti del mondo. L’annuncio segue di poche settimane quello non meno dirompente di Twitter, altro social in cronica perdita ad oggi, che per gli utenti di alcune lingue, tra cui l’inglese, raddoppia a 280 il numero dei caratteri disponibili per cinguettare il proprio pensiero.

Snapchat è sbarcata in borsa a uno stadio forse prematuro della sua vita, costretta adesso a fare risultato per non incorrere in crolli continui a ogni pubblicazione di una trimestrale. Per fortuna, c’è chi crede nell’app, come Tencent, a capo della cinese WeChat, che negli ultimi giorni ha incrementato del 12% la sua quota per le azioni di categoria A, quelle senza diritti di voto, sul quale non sussiste nemmeno l’obbligo di comunicare la propria posizione al superamento di determinate soglie. Già nel 2013, Tencent aveva finanziato la società per 60 milioni di dollari, acquistando azioni di categoria B. Adesso che i prezzi sono diminuiti, i cinesi puntano ad aumentare le esposizioni nell’app americana, magari nel tentativo di integrare i servizi con la popolare WeChat. (Leggi anche: Ecco perché azioni Snapchat sarebbero sopravvalutate)

 

 

 

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