Smog e qualità della vita: vivere nella Pianura Padana ridurrebbe l’aspettativa

Vivere nella Pianura Padana diminuisce di 1 anno l'aspettativa di vita. Lo studio che fa riflettere.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Vivere nella Pianura Padana diminuisce di 1 anno l'aspettativa di vita. Lo studio che fa riflettere.

Vivere nella Pianura Padana “accorcerebbe” la vita. E’ ormai risaputo quanto l’inquinamento atmosferico incida negativamente non solo sulla qualità della vita stessa ma anche sulla longevità. Basti pensare che soltanto nel Sud-Est Asiatico, Cina e India, questo riduca l’aspettativa di vita degli abitanti molto di più rispetto ai paesi Occidentali. La geografia, insomma conta.

La Pianura Padana maglia nera

Secondo studio dell’Energy Policy Institute dell’Università di Chicago, di cui parla anche Il Sole 24 Ore, la situazione europea è sicuramente migliore rispetto ad alcuni paesi asiatici ma ci sarebbero 2 eccezioni non di poco conto: la Pianura Padana e l’Europa centro-orientale. L’analisi in oggetto vuole, insomma, analizzare quanto i livelli di inquinamento riescano ad avere effetti negativi sull’aspettativa di vita. Va però tenuto conto che questi dati tengono in considerazione il solo parametro dell’aria che respiriamo per valutare i potenziali anni persi e non si tengono in considerazione altri parametri quali reddito, alimentazione, qualità dei servizi sanitari etc.

In particolare sono incriminate le polveri ultra-sottili e il problema non va affatto sottovalutato visto che l’inquinamento atmosferico è molto più pericoloso dei danni di acqua contaminata, droghe, tabacco e persino incidenti stradali sempre guardando all’aspettativa di vita. Le polveri sottili fanno capo all’inquinamento atmosferico più pericoloso e sono prodotte dall’uomo, o meglio da alcuni sistemi che l’uomo utilizza, come veicoli, impianti di riscaldamento e fabbriche, che danneggiano le vie respiratorie e il sistema circolatorio dell’uomo. Secondo lo studio in oggetto, l’aspettativa di vita viene ridotta maggiormente dall’inquinamento da polveri sottili (incidenza pari a 21,6) rispetto a fumo (19,2), alcol e droghe e persino guerre, malaria e aids.

I paesi peggiori, in tal senso, sono India e Cina dove le polveri sottili sono superiori ai limiti imposti dall’Oms. In questi paesi si concentra, come suggerisce la ricerca dell’Energy Policy Institute dell’Università di Chicago, ben il 73% degli anni di vita persi. Basterebbe insomma ridurre i livelli di polveri per aumentare l’aspettativa di vita degli abitanti.

E l’Italia?

Come anticipato, l’Europa non si trova affatto nelle condizioni di India e Cina ma la Pianura Padana e l’Europa Centro Orientale sono state considerate ugualmente a rischio. L’Italia, in particolare, si trova praticamente divisa. Il Centro, il Sud e le isole hanno livelli di polveri sottili nei limiti, molto male invece per la Pianura Padana, dove viene superata la soglia. Le regioni a rischio sono Lombardia, Veneto ed Emilia. Guardacaso le stesse, togliendo il Piemonte, dove sono stati imposti dei blocchi per le auto diesel. L’esempio di Milano è lampante: le polveri sono stati 6,7 microgrammi per metro cubo due anni fa, che secondo lo studio vorrebbero dire 1,6 anni di vita persi. Uno situazione che sembra in leggero miglioramento ma che fa essere la Pianura Padana la seconda zona europea dove esistono più rischi derivanti dalla concentrazione di polveri sottili. Il primo posto è per la Polonia meridionale.

I motivi vanno sicuramente ricercati nell’alta densità abitativa legata anche alla ventilazione mediocre. Insomma, l’aria che si respira in queste zone è anche peggio di quella di Londra e Parigi.

Il caso cinese insegna. Dal 2014 con la popolazione che si è ribellata all’inquinamento e la pessima qualità della vita legata all’aria, il Governo ha imposto la chiusura di miniere, limiti al traffico e riduzione delle centrali elettriche a carbone. La situazione è leggermente migliorata con una riduzione delle polveri del 32% ma la battaglia non è stata ancora vinta.

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Argomenti: Economia Italia, Economie Asia, Inchieste alimentari e scandali economici