Smart working: semaforo verde dalla Camera del lavoro di Milano

A Milano il primo cittadino Giuseppe Sala ha parlato in maniera negativa riguardo allo smart working, ipotizzando una possibile relazione con il possibile taglio dei posti di lavoro.

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A Milano il primo cittadino Giuseppe Sala ha parlato in maniera negativa riguardo allo smart working, ipotizzando una possibile relazione con il possibile taglio dei posti di lavoro.

Il coronavirus ha aperto gli occhi a più di un’azienda in Italia, mostrando che un altro modo di intendere il lavoro esiste. Se prima la parola smart working era relegata al nord Europa, oggi i suoi sostenitori sono in aumento. La diffidenza iniziale verso il lavoro da casa appartiene alla fase pre-Covid. Poco a poco gli imprenditori stanno iniziando a valutare seriamente pro e contro del sistema, capendo che la riduzione dei costi da una parte e i benefici dall’altra siano tali da non essere più trascurati. Le condizioni economiche sono cambiate, le norme di sicurezza sul posto del lavoro idem. Da qui la necessità di trovare altre strade, esplorare nuovi orizzonti. In fondo non bisogna nemmeno andare troppo lontano: lo smart working è già stato inventato da un po’.

Camera del lavoro di Milano promuove lo smart working

A Milano il primo cittadino Giuseppe Sala ha parlato in maniera negativa riguardo allo smart working, ipotizzando una possibile relazione con il possibile taglio dei posti di lavoro. Non la pensa allo stesso modo la Camera del lavoro di Milano, che risponde con un laconico “a noi non risulta”. Il punto di vista della Camera del lavoro è condiviso da numerose aziende, che per una questione di taglio dei costi stanno valutando con grande interesse l’adozione dello smart working anche dopo la fine dell’emergenza.

Lo smart working è per tutti?

No, lo smart working non è per tutti. Bisogna prima di tutto ricevere il sostegno da parte dell’azienda, che non può obbligare nessuno a lavorare da casa ma può invece incentivare la richiest di smart working del dipendente offrendogli una strumentazione adeguata.

Poi è fondamentale che alla base della collaborazione sia un rapporto di fiducia tra titolare dell’azienda e dipendente, al fine di rendere migliore l’esperienza lavorativa.

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