Smart working: sciopero nazionale della PA contro il ritorno in presenza voluto da Brunetta

La volontà di uno contro il buon senso di tanti. Oggi si manifesta guardando al futuro

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E mentre arriva l’approvazione della bozza del decreto Recovery che punta fortemente sul digitale con sconti a chi investe in formazione convogliando risorse nel nuovo ‘Fondo per la Repubblica digitale’ per rendere “digitalmente abile” il 70% dei cittadini entro 5 anni come previsto dalla strategia Italia Digitale 2026, la Pubblica Amministrazione guidata dal Ministro Renato Brunetta pare procedere in senso opposto richiamando in presenza tutta la forza lavoro della PA entro il 30 di questo mese, in barba anche alle misure anti-Covid ancora vigenti almeno fino al termine dello stato di emergenza, e soprattutto cancellando con un colpo di spugna il balzo tecnologico fatto in questi mesi. Una mossa che si nasconde dietro ad una volontà dichiarata di maggiore efficienza per gli utenti, ma in realtà punta a ricevere il plauso dal settore ristorazione e da quello immobiliare. Rinunciare ad un maggior equilibrio tra vita privata e vita lavorativa, tutelare l’ambiente diminuendo le emissioni di CO2 legate agli spostamenti, risparmiare sul caro carburante (e sulle accise), varrà pure una cotoletta di cartone al prezzo di 12,00 euro nel baretto sotto l’ufficio di 5mq, ma c’è chi non ci sta e lo manifesta apertamente.

Oggi, 28 ottobre, per tutto l’arco della giornata, il neo-nato sindacato per il sostegno dello smart working, Smart Workes Union, ha proclamato lo sciopero nazionale di tutto il personale amministrativo, informatico e con mansioni remotizzabili e telelavorabili del pubblico impiego e relative partecipate.

Considerato che non è stata convocata per l’eventuale tentativo di conciliazione (art.2 comma 2 L.146/90) − si legge nella comunicazione ufficiale − la Smart Workers Union, trascorsi i cinque giorni di rito, proclama uno sciopero di tutto il personale amministrativo, informatico e con mansioni remotizzabili e telelavorabili del pubblico impiego e relative partecipate (inclusi assistenti sociali, psicologi, avvocati, ingegneri, architetti, geometri, ispettori, personale amministrativo dei comparti scuola e sanità, operatori sanitari e medici che operano con sistemi di telemedicina ed insegnanti in regime di didattica a distanza,), su tutto il territorio nazionale per l’intera giornata del 28 ottobre 2021.

Sciopero nazionale smart working PA: la motivazione

Lo sciopero è indetto contro il DM 8 ottobre 2021 del Ministro della Pubblica Amministrazione che prevede il rientro di tutto il personale in presenza entro i 15 giorni successivi alla data del 15 ottobre 2021, confermando che il lavoro agile non è una modalità ordinaria della prestazione lavorativa e che l’accesso a tale modalità potrà essere autorizzato solo nel rispetto di alcune condizionalità e tramite accordo individuale.

Questa volontà, dice a gran voce Smart Workers Union, risulta non essere in linea con la digitalizzazione della pubblica amministrazione (PNRR), non favorire il benessere dei lavoratori pubblici non conciliando i tempi di vita/lavoro e contribuisce ad aumentare le emissioni di CO2 nel Paese.

Durante lo sciopero saranno garantiti i servizi minimi essenziali.

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