Smart working: mezzo milione di lavoratori convertiti, le ragioni del successo

Perché lo smart working consente di avere una maggiore produttività secondo i dati forniti dall'Osservatorio del Politecnico di Milano.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Perché lo smart working consente di avere una maggiore produttività secondo i dati forniti dall'Osservatorio del Politecnico di Milano.

Lo smart working ha invaso l’Italia. Dopo un primo timido approccio, tra la preoccupazione generale dei sindacati italiani, oggi è una realtà consolidata soprattutto fra i grandi gruppi industriali (oltre il 50 per cento le aziende che lo hanno adottato). Nel nostro Paese si contano quasi mezzo milione di lavoratori inseriti nel nuovo contesto lavorativo, numeri destinati a crescere nel prossimo futuro, quando l’adozione del cosiddetto lavoro intelligente si diffonderà anche tra le piccole e medie imprese (PMI), dove il nuovo fenomeno lavorativo non ha ancora incontrato quello straordinario successo ottenuto all’interno delle aziende di dimensioni maggiori.

Le cifre dello smart working in Italia

Il 56 per cento dei grandi aziende ha sposato il concetto di smart working, consentendo ai suoi lavoratori di scegliere se produrre la propria attività in ufficio, secondo il modello tradizionale di lavoro, oppure a casa o in qualsiasi altra struttura predisposta per eseguire il proprio compito. Cifre ancora lontane per le PMI, che da questo punto di vista hanno assunto un atteggiamento più conservatore rispetto alle società che possono contare su un maggior numero di dipendenti. Come testimoniano le cifre redatte dall’Osservatorio del Politecnico di Milano, citate da Business Insider Italia, soltanto un’azienda su dieci ha sposato la filosofia del telelavoro, come è stato ribattezzato nel nostro Paese.

I risultati dello smart working

Contrariamente a quanto si credeva all’inizio, lo smart working consente ai lavoratori di avere una produttività maggiore rispetto a quella che avrebbero avuto lavorando in ufficio. Ciò emerge sempre dallo studio effettuato dal Politecnico meneghino, il quale mette in luce i seguenti dati: 15 per cento in più di produttività, assenteismo in calo del 20 per cento. Oltre a questi due dati oggettivi, ce n’è un terzo che aiuta a comprendere meglio la natura del lavoro agile: il 39 per cento dei lavoratori si dichiara soddisfatto del suo lavoro, contro il 18 per cento degli altri colleghi, quest’ultimi inseriti in un contesto lavorativo tradizionale.

Esempi di smart working

InVision è una startup statunitense inserita nel settore della tecnologia. Oggi conta circa 700 dipendenti. La particolarità risiede nel fatto che InVision non ha mai avuto una sua sede fisica dove ospitare i propri dipendenti. Chi lavora alla InVision lo fa stando da casa o in qualsiasi altro luogo dove è presente una semplice connessione internet. Realtà come quella americana sono ancora rare in Italia ma il futuro sembra essere ormai tracciato anche per noi.

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Argomenti: Disoccupazione, Disoccupazione Italia, Economia Italia