Smart working: i settori che rischiano di più la crisi con il lavoro da remoto

Trasporti locali, mense aziendali, manutentori, addetti alle pulizie, magazzinieri sono questi i settori più a rischio.

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Trasporti locali, mense aziendali, manutentori, addetti alle pulizie, magazzinieri sono questi i settori più a rischio.

Lo smart working mette in crisi trasporti, ristorazione e mense. Il lavoro da casa ha sconvolto il panorama sociale cambiando di fatto il mercato immobiliare ma anche quelle attività legate ai pendolari come la ristorazione, mense e attività commerciali varie. 

Settori in crisi, lavoratori a rischio

Con il ritorno dalle ferie, ancora milioni di persone lavoreranno in smart working ma alcuni settori rischiano la crisi più di altri. Trasporti locali, mense aziendali, manutentori, addetti alle pulizie, magazzinieri sono questi i settori più a rischio, svuotati letteralmente dallo smart working in modo indiretto. Infatti, settembre era solitamente il mese dei rientri in ufficio ma la pandemia ha bloccato molte aziende in cui i dipendenti continuano ad operare da casa. Questo vuol dire che quelle aziende legate alla presenza di altri lavoratori, come appunto trasporti, mense, pulizie e via dicendo, rischiano seriamente di rimanere senza lavoro. Come riporta Il Sole 24 Ore, solo per i trasporti si è visto un calo di passeggeri notevole rispetto all’anno scorso. Giuseppe Vinella, presidente di Anav, al Il Sole 24 Ore ha dichiarato che: «Nel medio periodo è necessario ripensare il ricorso generalizzato allo smart working, che pure ha assolto un funzione importante nella gestione dell’emergenza, ma ora rischia di diventare un ulteriore strumento di crisi per interi settori dell’economia. Non solo dei trasporti, ma per le nostre città, già duramente colpite dall’assenza di turisti». 

La stessa crisi si può ravvisare anche nel settore delle mense aziendali, dove sono ancora 61mila i lavoratori in esubero o in cassa integrazione, molti dei quali difficili da ricollocare. Un impatto negativo, riguarda anche il mondo del facility management, settore in crescita prima della pandemia che ha subito una flessione del 5 e 10%.

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Cambia anche il mercato immobiliare

Anche il settore immobiliare sta subendo dei cambiamenti: il lavoro da remoto sta spingendo maggiormente le persone a rimanere nelle proprie case nei piccoli centri e questo sta favorendo la vendita di immobili fuori dalle grandi città piuttosto che nei centri cittadini.

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