Smart working e lavoro agile: cosa cambia con la proroga dell’emergenza

Smart working, Cig e blocco licenziamenti fino al 31 dicembre, nuovi scenari?

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Smart working cosa cambia dal 18 ottobre

Il governo italiano si appresta a prorogare lo stato di emergenza fino ad almeno il prossimo 31 dicembre, come ampiamente previsto nelle ultime settimane. Vediamo dunque quali sono le conseguenze su smart working, Cig d’emergenza e blocco licenziamenti, con un breve approfondimento su ciascuno di questi temi.

Smart working semplificato

Lo abbiamo ripetuto più volte, lo confermiamo anche stavolta: con la proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre, lo smart working continuerà a essere disciplinato dall’articolo 90 del Decreto Rilancio, secondo cui il datore di lavoro può imporre in maniera unilaterale l’applicazione del lavoro agile da casa a ogni suo dipendente, senza dunque la necessità di stringere accordi individuali come invece richiesto dalla precedente normativa (che in assenza di un intervento legislativo su azione del ministro del Lavoro Catalfo e i sindacati verrà ripristinata non appena lo stato di emergenza sarà terminato).

Confermata la Cig-Covid 19

Non cambia invece nulla per quanto riguarda la Cig emergenza, ribattezzata anche con l’appellativo di Cig-Covid 19. A questo proposito, è opportuno sottolineare come le 18 settimane di ammortizzatore, pagate sia dalle stesse imprese che dallo Stato, si esauriranno al termine del 2020, in concomitanza quindi con la scadenza dell’ulteriore proroga dell’emergenza a causa della pandemia.

Invariato anche il blocco licenziamenti

Un’eventuale proroga o meno dello stato di emergenza non avrebbe alcun effetto sul blocco dei licenziamenti, dal momento che la misura è prevista fino alla fine di quest’anno, indipendentemente appunto dalla proroga. Come è facile intuire, si tratta di un provvedimento eccezionale: qualcosa di simile in Italia non si registrava infatti dal secondo dopoguerra, quando il divieto di licenziamenti venne esteso per dodici mesi consecutivi.

Al momento, come sottolinea il quotidiano Il Sole 24 Ore, tale misura ha consentito di salvaguardare qualcosa come mezzo milioni di dipendenti in Italia.

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