Smart working: come il lavoro flessibile fa aumentare la produttività

Già nel 2018 sono aumentate le aziende che hanno iniziato a puntare sullo smart working.

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Già nel 2018 sono aumentate le aziende che hanno iniziato a puntare sullo smart working.

Strano dover ancora porsi la domanda fatidica “famiglia o carriera”. In realtà, soprattutto quando si parla di donne, non è raro dover valutare attentamente quale scelta fare. Come abbiamo visto in un recente articolo, sono molte le donne che nel tempo hanno dovuto rinunciare ad una carriera per la famiglia, a causa, soprattutto, della carenza di politiche ad hoc.

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Il boom dello smart working

Negli ultimi anni, anche in Italia, ha iniziato a diffondersi lo smart working ossia il lavoro flessibile. Nel 2018, come scrive Il Messaggero, sono 480mila gli smart worker, un numero in salita soprattutto nelle grandi aziende e nelle PMI che permettono di lavorare da casa o in maniera flessibile. Si tratta di una modalità utile non solo per le donne che in questo modo possono riuscire ad ottimizzare i tempi da dedicare ai figli ma in genere per tutti i lavoratori. E’ stato dimostrato che lo smart working aiuta a favorire la produttività.

Alcuni esempi

Non è un caso, infatti, che quando i dipendenti cercano un nuovo lavoro o vengono interpellati su ciò che cercano da un lavoro, oltre allo stipendio sembra contare molto il work-life balance ossia l’equilibrio tra lavoro e vita privata. Ciò significa che i lavoratori non cercano soltanto un riscontro economico ma tengono molto anche alla vita privata e al tempo libero. Secondo una ricerca dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, lo smart working è una modalità di lavoro che sempre più aziende stanno adottando per aumentare il livello di soddisfazione dei dipendenti. Infatti gli smart worker si ritengono più soddisfatti del lavoro e anche nei rapporti con i colleghi, riduce l’assenteismo e l’azienda, dal canto suo, può contare sull’aumento della produttività e del fatturato.

Il Messaggero riporta l’esempio di grandi realtà che stanno puntando a questo nuovo modello come Philips, che ha aperto una sede a Milano con spazi dedicati agli smart worker oppure Ubi Banca che da la possibilità ai dipendenti di lavorare 5 giorni a settimana a casa da remoto. Mars, invece, avrebbe anche inserito l’orario flessibile.

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