Smart working: che cosa cambia e come sarà fino al 31 dicembre

Che cosa cambia per il lavoro agile dopo la scadenza della proroga.

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Smart working cosa cambia dal 18 ottobre

Dopo la proroga dello stato di emergenza fino al prossimo 31 gennaio, sono state in automatico prorogate anche le nuove regole previste per lo smart working. Contrariamente però a quanto si credeva al momento della pubblicazione del nuovo Dpcm del 7 ottobre, le regole per il lavoro agile previste ai tempi del coronavirus resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2020, non seguiranno dunque il termine dello stato di emergenza fissato invece un mese più tardi.

Cosa succede dopo la scadenza della proroga

Alla scadenza della proroga, torneranno in essere le regole previste dalla legge 81/2017, secondo cui i datori di lavoro possono attuare lo smart working soltanto in presenza di un accordo individuale. Terminerà dunque la possibilità di impiegare i lavoratori in lavoro agile da remoto in modo unilaterale, come invece è stato permesso dall’inizio dell’emergenza, per far fronte alla pandemia e alle conseguenze sulla salute dei lavoratori.

 

Torneranno quindi in auge i contratti che descrivono nel dettaglio le modalità attraverso cui il lavoratore presta la propria attività al di fuori dell’azienda, qual è l’esercizio del potere direttivo in mano al datore di lavoro, quali sono i tempi di riposo previsti e quali invece le misure che garantiscono quello che viene comunemente chiamato come diritto alla disconnessione.

Smart working e figli minori di 14 anni in quarantena

Resta invece in vigore il regolamento per tutti i lavoratori che hanno a casa figli minori di 14 anni sottoposti a quarantena dopo essere risultati positivi al coronavirus a seguito di un contagio avvenuto a scuola. Qualora il genitore si trovi impossibilitato a esercitare la propria attività in smart working, può astenersi dal lavoro per tutto il periodo che corrisponde alla durata della quarantena del proprio figlio.

In tal caso, il genitore si vede riconosciuta un’indennità pari alla metà della retribuzione normale. Sottolineiamo, infine, come tale beneficio sia riconosciuto fino al 31 dicembre di quest’anno.

Vedi anche: Smart working, ufficio addio: così le aziende pensano a come ridurre gli spazi

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