Smart Working: bonus di 20mila dollari ai dipendenti che lasceranno le grandi città

Un bonus di 20mila dollari a quei dipendenti che decidono di trasferirsi in altre città ma anche il taglio degli stipendi per Stripe.

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Un bonus di 20mila dollari a quei dipendenti che decidono di trasferirsi in altre città ma anche il taglio degli stipendi per Stripe.

L’azienda Stripe offrirà ai dipendenti un bonus di 20mila dollari se accettano di lasciare le grandi città e una riduzione della retribuzione del 10%. La mossa della piattaforma di pagamenti ed e-commerce in questo modo mira alla promozione dello smart working e il trasferimento in città meno costose rispetto a San Francisco, New York o Seattle. 

Un bonus a chi lascia le città

Mike Manning, portavoce della società, ha spiegato a Forbes la mossa dell’azienda, intenzionata a chiedere ai dipendenti di lasciare le grandi metropoli in cui si trovano alcune delle sedi aziendali e di conseguenza trasferirsi in città meno care, lavorando da remoto. Stripe ha 16 sedi sparse tra cui quelle di New York, San Francisco e Seattle dove il costo degli affitti e della vita in genere sono molto alti. Nell’ottica di dare sempre più spazio allo smart working e più in generale al lavoro da remoto, l’azienda si è offerta di dare un bonus di 20mila dollari a quei dipendenti che decidono di trasferirsi in altre città meno care ma devono anche essere disposti ad accettare un taglio del 10% dello stipendio. L’azienda conta 2800 dipendenti e pochi mesi fa ha assunto 100 ingegneri da remoto. 

..Ma c’è anche il taglio dello stipendio

Non è la prima volta che negli Usa alcuni grandi realtà puntano al taglio degli stipendi per quei dipendenti che lasciano le città più care o che, in ogni caso, considerano lo stipendio in base al costo della vita delle varie aeree. E’ pur vero che negli Usa lo smart working forzato ha causato una revisione del mercato immobiliare con sempre più persone che stanno valutando la scelta di vivere nelle grandi città.

In ogni caso, in base ad un sondaggio di Hired, è emerso che il 55% dei dipendenti non è disposto ad accettare il taglio dello stipendio per lavorare da casa, il 90% pensa che il lavoro vada retribuito allo stesso modo mentre il 40% è d’accordo con i correttivi in base alla residenza.

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