‘Quando il sistema premia i peggiori’: ricordate la strage ferroviaria di Viareggio? Un condannato è a capo della TAP in Puglia

Quando un sistema paese premia i suoi peggiori rappresentanti: un condannato per la strage di Viareggio a capo della TAP in Puglia. Benvenuti in Italia.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Quando un sistema paese premia i suoi peggiori rappresentanti: un condannato per la strage di Viareggio a capo della TAP in Puglia. Benvenuti in Italia.

Ritorna la rubrica – si fa per dire – ‘benvenuti in Italia’ e soprattutto la rubrica che riguarda quegli scandali che nessun media nazionale solleva: la TAP in Puglia è una di quelle ‘grandi opere’, come la TAV Torino-Lione (di cui Macron ha sospeso per il momento i lavori), contro la quale non è possibile dire nulla, non è possibile parlarne per sollevare gli scandali che le attraversano. Anche questa è cattiva informazione: non sono tecnicamente ‘fake news’, ma tacere la verità equivale a mentire.

La cronaca di alcuni tempi fa – ‘Violenza di Stato’ contro i No TAP? Ecco cosa sta succedendo davvero (video).

Cosa ha ‘scoperto’ il comitato NO-TAP

Ebbene, il comitato NO-TAP ha sollevato la seguente questione: Michele Mario Elia, condannato a 7 anni e 6 mesi per la strage ferroviaria di Viareggio, che a quel tempo era amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, oggi ricopre il ruolo di ‘country manager’ di TAP Italia, la società che è stata incaricata di realizzare il tratto italiano del gasdotto che dall’Azerbaijan dovrebbe portare il gas in Europa, con approdo a San Foca di Melendugno (LE). Il titolo dell’intervento del comitato è “QUANDO UN SISTEMA PREMIA I PEGGIORI”. Ma ricordiamo cosa era successo a Viareggio, per capire cosa potrebbe accadere in Puglia.

Ricordate la strage ferroviaria di Viareggio? Il comitato NO-TAP in rivolta

La strage ferroviaria di Viareggio si verificò il 29 giugno 2009 e causò la morte di 32 persone: il motivo fu il deragliamento di un treno che trasportava gas. L’autorità giudiziaria ha appurato che tale disastro fu provocato dal cedimento strutturale di un asse del carrello di una delle cisterne deragliate. La motivazione fu la seguente: una combinazione di scarsa manutenzione e mancati controlli da parte di ingegneri, responsabili e amministratori, che avrebbero dovuto verificare che il trasporto avvenisse in massima sicurezza. Le parole dell’Avvocato di parte civile, Fabrizio Bartolini, fanno venire i brividi: “Quanto avvenuto a Viareggio è un caso isolato solo per la gravità delle conseguenze, ma è il frutto di un sistema di gestione imprenditoriale e di risorse economiche volte al risparmio, alla superficialità e alla trascuratezza a scapito della sicurezza e della vita umana”.

Non possiamo a questo punto che lasciare la parola al comitato NO-TAP:

Ci chiediamo cosa porti una società incaricata della realizzazione di una grande opera, ritenuta d’interesse strategico dal Governo italiano e finanziata con ingenti risorse pubbliche, a nominare come amministratore delegato una persona condannata per un disastro ferroviario, frutto di scarsa manutenzione e mancati controlli? (…) La verità è che i grandi gruppi d’interesse economico nazionale e transnazionale, affidano sempre i ruoli più delicati e strategici a persone spregiudicate che hanno dimostrato nella loro “brillante carriera” di essere disposti a tutto, anche di omettere controlli, di chiudere un occhio e di mettere al primo posto, nell’espletamento delle loro funzioni, gli interessi economici delle aziende che rappresentano anziché quelli di una popolazione inerme che, talvolta, per accidente, si trova a subire le conseguenze delle loro azioni scellerate

La battaglia NO-TAP, per gli animatori, è anche una battaglia contro questo sistema economico-politico che racconta il capitalismo del nostro tempo e il nostro paese.

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia, Politica, Politica italiana

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