Sicurezza e legittima difesa: il caso di Milano, i cittadini vogliono un porto d’armi ‘liberalizzato’

L'Italia è davvero insicura o è solo una percezione? Il caso di Milano su sicrezza e legittima difesa: hanno ragione i cittadini a chiedere il porto d'armi?

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
L'Italia è davvero insicura o è solo una percezione? Il caso di Milano su sicrezza e legittima difesa: hanno ragione i cittadini a chiedere il porto d'armi?

Non esiste soltanto la realtà, perché la percezione della realtà (anche se distorta) è spesso molto più forte: soprattutto quando si parla di legittima difesa e sicurezza. Parliamo, infatti, del caso di Milano, dove il questore, Marcello Cadorna, sottolinea come le richieste per l’ottenimento di un porto d’armi siano in forte crescita e che, nel suo ruolo, ha dovuto rifiutare un gran numero di istanze. La domanda che dobbiamo porci, allora, non può che essere la seguente: l’Italia è davvero un paese diventato più insicuro negli ultimi tempi? Oppure si tratta di propaganda delle forze di estrema destra? L’unico modo per avere un riscontro oggettivo e prendere posizione in maniera razionale e non semplicemente sull’onda degli eventi di cronaca è presentare dei dati oggettivi.

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Sicurezza e legittima difesa: l’Italia è davvero un paese meno sicuro di prima?

La questione, come già detto, riguarda la città di Milano. Ma quali sono i dati oggettivi a partire dai quali aprire la discussione? I numeri raccontano in maniera molto chiara che la criminalità è in diminuzione: le rapine nelle abitazioni e i furti sono in calo rispettivamente di ben il 17,6% e del 3,6%; proseguendo, scopriamo che le rapine all’interno di esercizi commerciali sono in netto calo del 13%. Insomma, si tratterebbe di percezione della realtà, e non della realtà effettiva. Ad aumentare, invece, sono i reati e i furti nelle banche (si parla di un 11% in più) e i cosiddetti ‘furti’ con destrezza (circa +6%).

Cosa significa tutto questo? Che l’Italia è un paese più sicuro rispetto agli anni passati, ma nonostante ciò si cerca di arrivare allo stomaco delle persone, senza passare per la testa e il cervello: l’ultimo caso di cronaca – il ristoratore che ha ucciso un ladro nella zona del Lodigiano – ha spinto FI a scendere in piazza per chiedere una legge sulla legittima difesa più ‘morbida’ nei confronti di chi spara e uccide un malintenzionato. Nonostante gli ultimi casi dimostrino come, spesso, il ladro sia stato colpito alle spalle, dunque non quando ‘attaccava’ ma quando ‘scappava’.

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Ancora dati oggettivi su sicurezza e legittima difesa: negli USA i furti sono in proporzione di più

In molti guardano agli USA, dove, nella maggior parte degli Stati, si può ‘liberamente’ sparare a chiunque entri in casa (lasciamo da parte i casi di cronaca degli ultimi tempi, dove, ad esempio, un padre ha ammazzato il figlio che rientrava in casa, dopo essere uscito a sua insaputa la sera). L’importante, come già detto, è analizzare i dati oggettivi: nel 2013, negli Stati Uniti, i furti sono stati 8 milioni (dati FBI), mentre in Italia 1 milione; ebbene, la popolazione USA è superiore di cinque volte a quella italiana, mentre il numero di furti è superiore di 8 volte. Significa che, nonostante l’uso delle armi, i furti non diminuiscono.

Questo è un dato di realtà e non di percezione della realtà. Un ulteriore dato: i morti da arma da fuoco (anche accidentale) negli States sono in numero di 33mila circa all’anno (dati FBI), in Italia, ad esempio, sono 400. A partire da questi numeri, forse si potrebbe affrontare la questione della legittima difesa e della sicurezza in maniera più ‘razionale’ e meno ‘emozionale’. Viviamo nella realtà e non nella percezione della realtà: questo è un punto che non si dovrebbe dimenticare.

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Argomenti: Politica, Politica italiana