Si allarga lo spread con la Spagna, i mercati iniziano a scontare una crisi politica?

Nonostante i rendimenti dei nostri BTp siano ai minimi storici, la crescita delle distanze con la Spagna ci spingerebbe a ritenere che i mercati finanziari stiano iniziando a mettere in conto una probabile crisi politica in Italia. Si aprono le danze per il dopo-Napolitano.

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I rendimenti decennali dei titoli di stato italiani non sono mai stati così bassi. E questa è una notizia più che ottima, se si pensa che soltanto tre anni fa emettevamo i BoT a sei mesi al rendimento massimo storico del 6,4% e la curva dei tassi si era di fatto inclinata negativamente, implicando un rischio default quasi imminente. Adesso, i BTp a 10 anni rendono appena meno del 2%, intorno all’1,95%, qualche decimale in più o in meno. Di certo non è merito della performance dell’economia italiana, che anche oggi ha dato prova di debolezza, con il fatturato dell’industria in ottobre in calo dello 0,7% su base annua, anche se in risalita dello 0,4% sul mese precedente, mentre gli ordinativi mostrano un incremento congiunturale di appena lo 0,1% e un calo tendenziale dello 0,2%. Insomma, anche quando il dato è parzialmente positivo, risulta alquanto asfittico, impalpabile, non in grado di spingere a ritenere che vi sia in atto un’inversione di tendenza.   APPROFONDISCI – La lunga crisi dell’Italia: deflazione confermata e alta disoccupazione almeno fino al 2020   Ieri, Confindustria ha stimato una ripresa nel 2015, quando il pil dovrebbe tornare a crescere dello 0,5%, dopo che si sarà contratto quest’anno di mezzo punto. A potere far scattare la ripresa sarebbe, in particolare, il calo del prezzo del petrolio, che se si attestasse a 60 dollari al barile per un periodo prolungato, potrebbe aggiungere al pil intorno allo 0,5%. Eppure, a leggere il grafico dello spread, notiamo come il differenziale di rendimento a 10 anni tra i titoli italiani e quelli tedeschi si è un pò allargato a 135 punti base, così come è cresciuta di una decina di punti in un paio di sedute anche la differenza con i rendimenti spagnoli, che ora è salita a 25 bp. I Bonos decennali rendono, infatti, l’1,72% e il loro spread con i Bund è sceso a poco più di 110 bp. In sostanza, pur essendo ai minimi storici un pò tutti i rendimenti dei bond europei, greci esclusi, i mercati tornerebbero, in questi giorni, a differenziare i BTp dai Bonos, secondo un trend, che appare emergere a ogni peggioramento dei dati macro-economici dell’Italia o ad ogni avvisaglia di crisi politica.   APPROFONDISCI – Lo spread con la Spagna si allarga a 42 punti. Ecco perché dobbiamo preoccuparci  

Lo scenario greco del’Italia

E nelle ultime 48 ore, in effetti, qualcosa a Roma è successo.

Il presidente Giorgio Napolitano ha aperto ufficialmente il dibattito sul suo successore, parlando della “fine imminente” del suo mandato. I bene informati sostengono che le dimissioni avverranno a gennaio, forse nella seconda metà del mese. A quel punto, l’Italia rischia lo scenario greco (a proposito, da qui ad allora, la Grecia potrebbe essere in piena campagna elettorale per il voto anticipato).   APPROFONDISCI – La Grecia spaventa sempre più: boom di rendimenti e spread, ecco cosa ci aspetta   Qualcuno sostiene che quello per eleggere il nuovo capo dello stato potrebbe essere il voto più caotico della storia repubblicana del nostro paese. Il premier Matteo Renzi se la vedrebbe con mezzo PD, che approfittando dello scrutinio segreto, potrebbe far tornare in vita i 101 franchi tiratori che impallinarono Romano Prodi nell’aprile del 2013. E forse sarebbero stavolta anche di più. Allo stesso tempo, il Patto del Nazareno andrebbe a farsi benedire, se è vero che anche Forza Italia si ribellerebbe alle direttive del leader, Silvio Berlusconi, con una cinquantina di deputati pronti a trafiggere col loro voto il candidato ufficialmente sostenuto dal partito. Ovviamente, i mercati finanziari non seguono passo passo l’astrusa politica italiana, incomprensibile ai più, ma ne scrutano le tendenze. E quello che emerge è il rischio che l’Italia precipiti verso una crisi politica, che a differenza della Grecia non potrebbe avere come sbocco credibile nemmeno le elezioni anticipate, in assenza di una legge elettorale efficiente.   APPROFONDISCI – Spread a 170 bp e divario invariato con la Spagna. Ecco perché la crisi non è rientrata   Per settimane o mesi, a Palazzo Chigi potrebbe esserci un premier indebolito, azzoppato, incapace di controllare il Parlamento, mentre al Quirinale ci sarebbe un presidente dimissionario nei fatti, in attesa di sloggiare, ma quasi ostaggio della paralisi istituzionale. Ed entro marzo dovremmo varare un minimo di riforme, come ci chiede la Commissione europea, oltre che nuovi tagli per 6 miliardi di euro. Quello appena dipinto è solo il quadro ipotetico che potremmo trovarci dinnanzi alla nostra vista da qui ai prossimi 2 mesi, ma non è uno scenario campato in aria. I mercati non lo hanno capito molto bene, ma qualcosa l’hanno intuita. E lo spread tra BTp e Bonos lo segnalerebbe.   APPROFONDISCI – Lo spread tra BTP e Bonos forse si allargherà ancora. In un anno si è invertito il trend    

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