Shutdown e tetto del debito, prove di trattativa in Usa

I Repubblicani legano il negoziato sullo "shutdown" a quello sull'innalzamento del tetto del debito. Lo dicono a Bloomberg fonti del GOP, che vogliono rimanere anonime. Ma l'America vive il terzo giorno di paralisi del governo

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I Repubblicani legano il negoziato sullo

Il presidente Barack Obama si è detto pronto a negoziare, in un’intervista alla Cnbc. Obama si è detto “esasperato” e ha legato la sua disponibilità a trattare solo allo sblocco della paralisi delle attività federali Usa, noto come “shutdown”, che va avanti dall’1 di ottobre, non essendo stato approvato il nuovo budget che sarebbe dovuto entrare in vigore proprio a partire da quella data.

Obama non ha mancato di dare una stoccata agli avversari, quando ha affermato che i Repubblicani opterebbero per il default e che questo renderà meno inefficace l’azione anche del presidente che verrà dopo di lui.

 

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Tetto debito Usa: la strada della trattativa resta lunga

E a Bloomberg, alcuni membri del Partito Repubblicano, che sono voluti rimanere anonimi, hanno riferito che almeno l’ala moderata del GOP sarebbe interessata al negoziato, purché siano tenute legate le trattative per lo “shutdown” e quelle per l’innalzamento del tetto del debito.

L’inghippo sta nella tempistica delle trattative: i Repubblicani vorrebbero trattare su entrambi i temi contemporaneamente, mentre Obama tratterebbe sul budget e, in particolare, sul tetto del debito, ma solo successivamente allo sblocco delle attività federali. E per ottenere il quale, ci vorrebbe un nuovo budget approvato dal Congresso.

E aperture la Casa Bianca non ne ha fatte nemmeno sull’Obamacare, la riforma sanitaria voluta dal presidente. Obama ha risposto alle critiche di quanti sostengono che la sua riforma sia impopolare per i sondaggi, ribattendo che essa riguarderebbe solo la popolazione bianca, ma nel complesso la riforma sarebbe gradita. E andrebbe maggiormente a beneficio proprio dei bianchi.

Il rinvio dell’Obamacare di un anno dall’entrata in vigore prevista nel 2014 è una delle richieste principali dei Repubblicani, per cui è difficile che la trattativa si sblocchi senza un cedimento della Casa Bianca. Tranne che non siano rinviati alcuni programmi di spesa della riforma, in modo da andare incontro agli avversari. 

 

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