Shock elettorale in arrivo dall’Austria: così la destra euro-scettica va al governo

In arrivo brutte sorprese per la UE dalle elezioni in Austria, dove la destra euro-scettica potrebbe arrivare presto al governo, in coalizione con i popolari. Italia e Germania sarebbero i più soggetti all'evento.

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In arrivo brutte sorprese per la UE dalle elezioni in Austria, dove la destra euro-scettica potrebbe arrivare presto al governo, in coalizione con i popolari. Italia e Germania sarebbero i più soggetti all'evento.

Mentre siamo ancora concentrati ad analizzare i risultati delle elezioni in Germania, dove la destra euro-scettica dell’AfD ha da poco riscosso un successo superiore alle attese e definito “storico”, un altro shock starebbe per colpire la UE, ma stavolta con conseguenze potenzialmente ben più concrete di quelle del voto tedesco. Domenica 15 ottobre si va alle urne in Austria, dove i sondaggi danno iper-favorito il Partito Popolare (OeVP) del giovane ministro degli Esteri, Sebastian Kurz, 31 anni, accreditato di circa un terzo dei consensi. Segue il Partito Socialdemocratico (SPOe) del premier Christian Kern, 51 anni, con il 27%. Completerebbe il podio il Partito Liberale di Herbert Kickl (FPOe), quello euro-scettico, che un anno fa fece tremare Bruxelles, quando il suo candidato alle presidenziali, Norbert Hofer, sfiorò la vittoria in un voto contestato, tanto che il ballottaggio dovette ripetersi oltre sei mesi dopo. Per i sondaggi, otterrebbe circa un quarto dei consensi.

Quale sarebbe la vera novità negativa per le istituzioni comunitarie? Kurz sta spostando a destra l’asse politico del suo partito e già da ministro degli Esteri si distingue per posizioni molto dure contro l’immigrazione clandestina e l’arrivo di profughi. Per intenderci, la minaccia di inviare i militari alla frontiera del Brennero con l’Italia è frutto di una sua posizione, tesa a separare il destino dei popolari da quello della sinistra, alla quale i primi sono legati da continue larghe intese, che stanno finendo, ancor più che in Germania, per indispettire gli elettori di ogni schieramento politico, spingendoli verso formazioni più identitarie. (Leggi anche: Brennero chiuso, minaccia concreta dell’Austria e fine della UE)

Possibile governo con gli euro-scettici dell’FPOe

Kurz non esclude, nel caso di vittoria, di creare un governo proprio con la destra euro-scettica.

I numeri ci sarebbero, se è vero che entrambi i partiti avrebbero quasi il 60% dei consensi, messi insieme. Ad agevolare questa strategia sono proprio gli alleati socialdemocratici del cancelliere, accusati dal leader popolare di condurre una campagna elettorale infangante nei suoi confronti. Pochi giorni fa, il segretario dell’SPOe si è dovuto dimettere, a seguito di uno scandalo. Si è scoperto che il suo partito sarebbe legato a un tentativo di discredito dell’immagine di Kurz, hackerando il suo profilo Facebook e postando per suo conto affermazioni dal tenore anti-semita. La tensione è diventata così alta, che nei fatti il principale schieramento della sinistra sembra destinato a un flop elettorale anche in virtù della pessima campagna di queste settimane, con gli altri partiti a chiedere che faccia chiarezza dopo episodi così gravi.

Un eventuale governo tra popolari e liberali segnerebbe un nuovo affronto alla UE. Le posizioni euro-scettiche dell’FPOe sono note, anche se dopo la sconfitta di misura alle presidenziali dello scorso anno, si registra anche a Vienna il tentativo dell’ultra-destra di inviare agli elettori un messaggio più rassicurante verso l’euro, in particolare. Attenzione, perché non sarebbe la prima volta che questo partito arriverebbe al governo, essendovi stato già con i popolari tra il 2000 e il 2007, sostenendo il cancelliere Wolfgang Schuessel, quando leader era Joerg Haider. Ricorderete che allora l’Austria fu persino oggetto di sanzioni da parte del resto della UE, dato che l’ultra-destra viene associata ai trascorsi neo-nazisti del paese. La storia sarebbe molto più complessa, ma tant’è. (Leggi anche: Muro contro i clandestini al Brennero)

UE rischia nuova sconfitta alle urne

Perché l’eventuale riedizione di un governo tutto a destra sarebbe stavolta una grana per Bruxelles? E’ evidente che rispetto alla fine degli anni Novanta o al decennio scorso, il significato che assumerebbe un’operazione politica simile sarebbe differente. La UE vi vedrebbe la conferma di un clima di disaffezione – per usare un eufemismo – verso le istituzioni comunitarie e, in particolare, a causa del malfunzionamento dell’Eurozona e della cattiva gestione della crisi dei migranti.

Le tensioni con paesi confinanti come l’Italia non farebbero che montare, considerando che già oggi, sotto un governo di larghe intese, Vienna si mostri abbastanza indisponibile a consentire che i profughi entrino nel proprio territorio attraverso il Brennero dall’Italia.

Per non parlare delle conseguenze sulla politica negli altri stati comunitari, a partire proprio da Italia e Germania. Da noi, le elezioni politiche si terranno entro i prossimi 5 mesi e le posizioni euro-scettiche di Lega Nord e Movimento 5 Stelle sarebbero destinate a riscuotere parecchio successo. In teoria, i due partiti insieme potrebbero arrivare persino ad avere i numeri per governare, anche se per adesso sarebbe solo un’ipotesi teorica. Che nella vicina Austria gli anti-UE riuscissero a tornare al governo con il centro-destra moderato non passerebbe inosservato, galvanizzando quanti auspicassero simili scenari anche a Roma.

In Germania, poi, il caso austriaco esploderebbe nel bel mezzo delle trattative tra i conservatori della cancelliera Angela Merkel, i liberali e i Verdi per formare il prossimo governo. Al Bundestag siederanno per la prima volta dal Secondo Dopoguerra una novantina di deputati alla destra della CDU-CSU, che dopo le elezioni in Austria si sentirebbero un po’ meno soli, confortati dallo spirare di un vento, che le formule e i riti della politica tradizionale non sembrano in grado di fermare. E così, il lungo ciclo elettorale europeo, iniziato proprio in Austria con le presidenziali di un anno e mezzo fa, si concluderebbe momentaneamente con le urne italiane. E la UE, che dopo tutto si era sentita confortata dalla vittoria larga di Emmanuel Macron in Francia, ne sarà uscita complessivamente sconfitta e pure di molto. (Leggi anche: Euro-scettici in Germania sposteranno a destra la cancelliera Merkel)

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