Sgambetto Pd al 5 Stelle: alle elezioni solo i partiti. Fico: pensino “all’ineleggibilità di Berlusconi”

Porta la firma di Luigi Zanda e di Anna Finocchiaro la proposta presentata in Senato. L'obiettivo è quello di mettere sotto controllo i rimborsi dei partiti ma il 5 Stelle ci vede una mossa anti Grillo

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Porta la firma di Luigi Zanda e di Anna Finocchiaro la proposta presentata in Senato. L'obiettivo è quello di mettere sotto controllo i rimborsi dei partiti ma il 5 Stelle ci vede una mossa anti Grillo

Elezioni aperte solo ai partiti registrati: questo il fulcro del disegno di legge del Pd presentato in Senato da Luigi Zanda e Anna Finocchiaro. Qualora diventasse legge tutte le associazioni senza personalità giuridica e prive di uno statuto pubblicato in Gazzetta Ufficiale diventerebbero ineleggibili: tra queste c’è il Movimento 5 Stelle. Nei nove articoli di cui si compone il testo presentato si legge che nello statuto dei partiti devono comparire, pena l’ineleggibilità,  “gli organi dirigenti, le loro funzioni, un collegio sindacale composto da revisori dei conti e l’attribuzione a una società di revisione iscritta all’albo speciale che certifichi i bilanci e garantire la massima trasparenza, anche su internet. Paletti più rigidi anche per richiedere i rimborsi elettorali”.

Proposta per i partiti: legge anti-Grillo?

Non si tratta di una novità assoluta, già l’ex segretario Pier Luigi Bersani aveva presentato una proposta simile nella commissione Affari Costituzionali. Alla base ci sarebbe una critica contro la mancata democrazia all’interno dei Movimenti. Ma il Pd tiene a precisare che non si tratta di una legge anti-Grillo quanto piuttosto un tentativo di mettere dei paletti ai rimborsi che evitano il ripresentarsi di scandali come quelli dei tesorieri Lusi o Belsito, riusciti a sottrarre fondi rispettivamente alla Margherita e alla Lega per la troppa elasticità concessa nella gestione dei bilanci dei partiti. Ma è innegabile che il Movimento 5 Stelle sarebbe incluso nel divieto, posto che nell’ all’articolo 1 del suo ‘non-statuto’ si autodefinisce come una “non associazione” con una sede virtuale che coincide con l’indirizzo web del blog di Grillo (unico titolare peraltro dei diritti d’uso del simbolo M5S). Ed infatti non si è fatta attendere la reazione dei grillini: Roberto Fico, deputato 5 Stelle, si “complimenta” per l’impegno nella battaglia ai movimenti e invita a concentrarsi piuttosto sulla questione dell’ ineleggibilità di Silvio Berlusconi e sulla priorità della riforma della legge elettorale. Ecco il messaggio del rappresentante del 5 Stelle: “Anna Finocchiaro invece di discutere dell’ineleggibilità di Silvio Berlusconi magari stabilendo una linea dura e una battaglia senza precedenti nella giunta delle elezioni preferisce presentare un disegno di legge antimovimenti al fine di attaccare il Movimento Cinque Stelle. Complimenti vivi alla senatrice della Repubblica!!”  

Proibire le elezioni ai Movimenti è anticostituzionale?

Intanto sorgono dubbi sull’incostituzionalità del disegno di legge.

L’articolo 49 della Costituzione infatti riconosce a tutti i cittadini il “diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. La relazione che accompagna la proposta però precisa che la conseguenza per il mancato acquisto della personalità giuridica non sarà l’impossibilità di fare politica ma la preclusione dall’accesso ai finanziamenti pubblici e dalle competizioni elettorali.

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