Servizio Pubblico, puntata giovedì 23 maggio: la mafia vista dagli occhi dei pentiti

In studio Veltroni, Vespa e il pentito Santino Di Matteo, che prese parte all’organizzazione della strage di Capaci: in onda l’audio dell’intervista alla vedova Borsellino

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In studio Veltroni, Vespa e il pentito Santino Di Matteo, che prese parte all’organizzazione della strage di Capaci: in onda l’audio dell’intervista alla vedova Borsellino

Nella puntata di Servizio Pubblico in onda ieri sera, giovedì 23 maggio, l’argomento centrale non poteva non essere la mafia, nel ricordo della strage di Capaci di cui ricorreva l’anniversario e quindi in omaggio a Falcone e Borsellino.   Michele Santoro, insieme agli ospiti in studio tra i quali il collega Bruno Vespa, Walter Veltroni (ex membro della commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere) e il pentito che prese parte alla riunione in cui si organizzò l’omicidio di Falcone, Santino Di Matteo. Si parla di trattativa Stato-mafia, tema molto caro a Marco Travaglio.

Michele Santoro: le condizioni di Provenzano in carcere

Santoro introduce la puntata sulle note di Io non ho paura di Fiorella Mannoia. Il presentatore però mette in allerta: “Falcone amava lo Stato che non conosce la parola vendetta”. Il riferimento è alla vicenda di Provenzano, la cui dignità non andrebbe comunque calpestata in quanto essere umano. Anche Vespa più tardi appoggerà questa linea ricordando che lo Stato non può essere spietato e non deve tenere Provenzano in queste condizioni

Attentato Preiti: pericolo stagismo?

Santoro fa notare le similitudini di questo periodo con il biennio 92-93. Veltroni sottolinea gli indizi che portano a pensare che Preiti avesse premeditato tutto. Sui rapporti tra Stato e mafia l’ex sindaco di Roma ritiene che “La mafia ha sempre avuto un rapporto con lo Stato italiano, in particolare con la Democrazia Cristiana”.

L’intervista ad Agnese Borsellino

Viene trasmesso in onda l’audio dell’intervista di Ruotolo alla vedova Borsellino. Racconta che suo marito sapeva di dover morire e sperava che la sua morte servisse a scuotere le coscienze.

La donna chiede chiarezza per la strage di via D’Amelio che fu senza dubbio anomala e racconta che, in seguito all’omicidio, i figli del giudice hanno trovato i cassetti dell’ufficio del padre svuotati.

Travaglio: il ruolo della politica

Il vicedirettore de Il Fatto critica la linea Caltanisetta che serve ad esonerare i politici dalle loro responsabilità. Gli unici a parlare rompendo il muro di omertà sono stati i pentiti di mafia e Massimo Ciancimino. In quanto alle intercettazioni di Napolitano il giornalista sottolinea il tono ricattatorio di Mancini verso D’Ambrosio.

Il pentito della strage di Capaci

Santino di Matteo racconta che due mesi dopo l’inizio della sua collaborazione con la giustizia, suo figlio è stato rapito.

Il ruolo di Napolitano: scontro Veltroni – Travaglio

Veltroni ricorda che personaggi come Napolitano, D’Ambrosio e Ciampi hanno combattuto la mafia. Travaglio non è d’accorso, sottolinea la loro omertà e accusa l’esponente del Pd di voler santificare tutti.  “Parla per te, io non ho questa convinzione. Se non parlava Ciancimino e Spatuzza questi non avrebbero detto una parola sulla trattativa.” E poi continua “alla fine questa trattativa chi l’ha fatta, chi l’ha autorizzata. I mafiosi l’hanno raccontata, mentre gli uomini dello Stato la hanno nascosta”.

Muos: la protesta della mamme di Niscemi contro le antenne militari

In studio ci sono alcune mamme in rappresentanza del movimento di protesta contro il Muos, il sistema di antenne militari nella base americana di Niscemi. C’è paura per le conseguenze sulla salute. Concetta attacca Crocetta: “Inizialmente ci ha appoggiati, poi se ne è lavato le mani. M5S e SEL si battono al nostro fianco”.

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