Servizio Pubblico, puntata del 25 aprile 2013: Saviano e Travaglio per il giorno della Liberazione

La rielezione di Napolitano e il governo Letta: è questa la ricetta per uscire dalla crisi? Ma tutti vogliono la porzione più grande di torta e c’è chi pretende anche le candeline

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La rielezione di Napolitano e il governo Letta: è questa la ricetta per uscire dalla crisi? Ma tutti vogliono la porzione più grande di torta e c’è chi pretende anche le candeline

Ieri sera, 25 aprile 2013, è andata in onda una importante puntata di Servizio Pubblico, la prima dopo la rielezione di Giorgio Napolitano e il conferimento dell’incarico a Enrico Letta. Il titolo della puntata “O la piazza o il re” non lascia dubbi sull’argomento centrale. Si parte dalle immagini delle tensioni in piazza a Roma, con i grillini in attesa di Beppe Grillo. Tra i sostenitori del Pd c’è chi brucia le tessere e chi piange. In studio, insieme ad altri ospiti, ci sarà anche Roberto Saviano.

Enrico Letta metterà tutti d’accordo?

Santoro introduce la puntata sottolineando il ruolo difficile del nuovo Presidente del Consiglio, nel mezzo tra forze contrapposte, con il Pdl che chiede non solo la torta ma anche le candeline e un Pd che la torta la fa collassare tutte le volte. Secondo Cacciari la coalizione Pd-Pdl è quello che il Movimento 5 Stelle voleva per rafforzare il consenso. Poi si chiede quale sarà il programma del governo di Letta e ammonisce: “Berlusconi non fa nulla gratis”

Fassina: la crisi del governo è colpa di Grillo

Fassina ammette le responsabilità del Pd ma individua Beppe Grillo come primo colpevole di questa situazione. Travaglio gli ride in faccia e poi legge una dichiarazione di ottobre 2012 e un’altra dell’8 aprile 2013 di Enrico Letta che si dichiarava del tutto contrario all’alleanza col Pdl. Vengono mandati in onda anche alcuni stralci dell’incontro, trasmesso in diretta streaming, tra Letta e capigruppo M5S. Travaglio chiede a Fassina perché il Pd non ha votato Rodotà visto che cercava la comunicazione. Lui risponde che comunque non avrebbe avuto i numeri: il giornalista è scettico e comunque fa notare che il Pd ha bocciato tutti i candidati proposti.

Saviano commemora il giorno della liberazione: riprendiamoci il diritto di sognare

Roberto Saviano a Servizio Pubblico sceglie di raccontare la storia usando un film dal titolo No, di Pablo Larraín, dedicato al referendum sul regime di Pinochet. “Quel referendum ha mostrato che le sinistre avrebbero potuto trovare un linguaggio che non mostrasse solo opposizione e contrasto ma che sapesse parlare anche agli altri”. Riferendosi al 25 aprile Saviano spiega che “le lettere dei partigiani grondavano di felicità”. Il concetto è che con la felicità si può abbattere le criminalità”. Il monologo di Saviano si chiude con la lettura di un testo di Eduardo Galeano: “Abbiamo una sola certezza: nel ventunesimo secolo, se ancora saremo qui, tutti noi saremo gente del passato millennio. E benché non possiamo indovinare il tempo che sarà, possiamo avere almeno il diritto di immaginare come desideriamo che sia. Nel 1948 e nel 1976, le Nazioni Unite proclamarono le grandi liste dei diritti umani: tuttavia la stragrande maggioranza dell’umanità non ha altro che il diritto di vedere, udire e tacere. Che direste se cominciassimo a praticare il mai proclamato diritto di sognare?

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