Servizio Pubblico, puntata 14 marzo 2013: Povero Paese

Il titolo ispirato al post sul blog di Beppe Grillo: Santoro parla del nuovo Papa e dell’ingovernabilità

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Il titolo ispirato al post sul blog di Beppe Grillo: Santoro parla del nuovo Papa e dell’ingovernabilità

Si ispira al titolo del post pubblicato sul blog di Beppe Grillo, “Povero Paese” (Beppe Grillo: Italia “Povero Paese”), il nome scelto per la puntata di Servizio Pubblico in onda ieri, giovedì 14 marzo 2013. Michele Santoro apre con il suo monologo: una metafora ispirata al tango (dedicata al nuovo Papa argentino) che si conclude con un appello ai grillini “E che fai balli da solo, o non balli proprio?” Ospiti in studio l’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini (Pdl), il sindaco di Bari Michele Emiliano (Pd), il presidente di RCS libri Paolo Mieli e l’economista Tito Boeri

Editoriale di Marco Travaglio: l’Italia non è un Paese per giovani

Il padrone di casa passa subito la parola a Marco Travaglio che lancia un affondo contro i non più giovanissimi che governano (direttamente o indirettamente) l’Italia, da Napolitano a Berlusconi.

Parlamentari del Pdl protestano di fronte al tribunale di Milano: atto eversivo?

Uno degli argomenti che non potevano non essere trattati nella puntata di ieri di Servizio Pubblico, vista anche la presenza in studio della Gelmini, è la manifestazione dei parlamentari del Pdl che hanno sfilato compatti di fronte al tribunale di Milano per protestare contro il presunto accanimento dei giudici italiani nei confronti di Silvio Berlusconi. Santoro ironizza “c’era anche Brunetta ma nella foto di gruppo non è uscito”. Ma c’è poco da ridere vista anche la mancanza di presa di posizione da parte del Presidente della Repubblica. Mieli è molto critico sulla manifestazione sopracitata:  “Non mi è piaciuta. I parlamentari quando si avvicinano al tribunale devo camminare dal marciapiede opposto. Ma sarei disonesto se non ricordassi che ho partecipato con la sinistra a manifestazioni anche piuttosto vivaci”. Travaglio provoca: “Ma quand’è che possono processarlo questo signore senza che lui parli di giustizia ad orologeria?”. E sui manifestanti aggiunge: “Lo scandalo non è che dei parlamentari manifestano davanti al tribunale, ma che siano esponenti di un partito di governo. E poi sono andati a protestare non per un rivoluzionario come Franco Piperno, ma per il potere”. La Gelmini controbatte: “Quante volte vengono decise le visite fiscali quando una persona è in ospedale e non a casa sua? Questo la dice lunga sul grado di serenità con cui vanno avanti questi procedimenti”.

Ingovernabilità: quale futuro per l’Italia

Si passa alle ipotesi sul nuovo governo. Emiliano aveva avanzato la possibilità di un governo con a capo il Movimento 5 Stelle. Tito Boeri evidenzia come la mancanza di un governo stabile non possa che nuocere al Paese, aggravando la situazione già critica di imprese e famiglie. Non a caso le aziende protestate in Italia hanno già superato quota 47 mila. Lo spunto di riflessione porta a parlare del caso dello stabilimento pugliese della Bridgestone.

Il caso Bridgestone: la testimonianza dei lavoratori

In studio padre e figlio, entrambi lavoratori nello stabilimento barese della Bridgestone, parlano della manifestazione dei dipendenti della ditta di pneumatici a Palazzo di città col sindaco Emiliano. La chiusura dell’azienda è stata resa pubblica tramite videoconferenza. Il figlio, Rocco, Rocco, laureato con 110elode prima di compiere 22 anni, accusa la Bridgestone di aver approfittato della mancanza di un governo in Italia. Il padre Benedetto dice di aver votato il Movimento 5 Stelle. Emiliano sull’ipotesi di un governo affidato al Movimento di Beppe Grillo: “Il M5S ci riporta all’obbligo di rioccuparci delle cose concrete. Se il Pd lasciasse la Presidenza del Consiglio al M5S quanti voti recupererebbe?” Travaglio chiede provocatoriamente alle Gelmini perché non sono andati a protestare di fronte allo stabilimento della Bridgestone invece che al tribunale di Milano.

Reddito minimo di cittadinanza

Boeri si dice a favore del salario minimo di cittadinanza, proposto da Grillo. “Bisogna portare a 5 euro all’ora il reddito minimo di un lavoratore”.

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Argomenti: Politica