Chi è Sebastian Kurz, il 31-enne che mette a rischio questa UE più della Le Pen

Sebastian Kurz sarà il prossimo cancelliere austriaco. Ha solo 31 anni e potrebbe creare alla UE più problemi di quanto si pensi.

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Sebastian Kurz sarà il prossimo cancelliere austriaco. Ha solo 31 anni e potrebbe creare alla UE più problemi di quanto si pensi.

Non chiamatelo terremoto politico, perché quello che è avvenuto l’altro ieri in Austria arriva tutt’altro che inatteso. Il Partito Popolare del giovanissimo Sebastian Kurz, 31 anni, ha vinto le elezioni politiche, superando per la prima volta dagli anni Settanta i Socialdemocratici del cancelliere uscente Christian Kern, che sono finiti terzi con il 26,7% dei voti, dietro ai liberali euro-scettici dell’FPOe con il 27,4%.

Ieri, prima che fosse completato lo spoglio, vi avevamo fornito dati leggermente diversi, con il centro-sinistra in seconda posizione. Quale sarebbe la notizia eclatante di queste elezioni austriache, considerando che i popolari sono stati in coalizione nel governo di larghe intese fino ad oggi e che sono un partito europeista? Il suo programma è cambiato drasticamente sotto Kurz, che starebbe per diventare il più giovane premier al mondo. Egli ha impresso al centro-destra una direzione più identitaria, guidando da ministro degli Esteri la crociata contro l’immigrazione clandestina e chiedendo a Bruxelles maggiori poteri per gli stati nazionali e a discapito, ovviamente, della UE. (Leggi anche: L’Austria di Kurz metterà pressione alla UE)

Potrà sembrare un eccesso, ma potenzialmente Kurz sarebbe per le istituzioni comunitarie più letale di quanto non lo sarebbe stata Marine Le Pen, se avesse vinto le elezioni presidenziali in Francia. Motivo? Le divorerà dal suo interno. Il giovane “millenial”, com’è in uso dire oggi per gli under-35, non è un euro-scettico, bensì un conservatore nazionale, lontano dalle posizioni europeiste della cancelliera Angela Merkel.

Chi è Kurz

Classe 1986, nato a Vienna e figlio unico di un insegnante e una segretaria, il giovane entra nell’organizzazione giovanile dell’OeVP nel 2003 e da lì scala le vette del partito, diventandone segretario per l’integrazione nel 2011 a 25 anni e a nel 2013, all’età di 27 anni, arriverà al governo con il ruolo di ministro degli Esteri, carica che ricopre ad oggi nel governo di larghe intese con i socialdemocratici, che dal 2007 detengono la cancelleria austriaca. Sei mesi fa, conquista la segreteria del partito e si “sbarazza” dei vecchi dirigenti, spostando a destra toni e programma, nel tentativo di recuperare i consensi perduti dai popolari in favore degli euro-scettici.

I suoi detrattori lo dipingono come un “piccolo dittatore”, mentre l’esperto francese di affari austriaci, Patrick Moreau, lo ha definito “la versione light di Haider”. (Leggi anche: Shock elettorale in Austria, così gli euro-scettici tornano al governo)

In campagna elettorale, Kurz ha avuto un duro scontro con il suo cancelliere Kern, dopo che è stato scoperto che quest’ultimo e il suo partito sarebbero stati legati a un caso di hackeraggio del profilo Facebook del primo, nel tentativo di screditarlo e farlo passare all’opinione pubblica come uno xenofobo e anti-semita. Da ministro degli Esteri, ha minacciato e a tratti attuato l’invio dei militari al confine con l’Italia per impedire che i clandestini o profughi che fossero passassero in Austria, varcando il Brennero. Adesso, dovrebbe governare con i liberali dell’FPOe, che tornerebbero così in maggioranza dopo oltre un decennio. Lo erano stati ai tempi del segretario Joerg Haider, l’ex governatore della Carinzia, deceduto nel 2008 in un incidente stradale. Popolari ed euro-scettici insieme hanno ottenuto l’altro ieri quasi il 60% dei voti.

L’anti-Macron d’Europa?

Kurz viene già considerato la risposta a Emmanuel Macron sul fronte delle formazioni di centro-destra. In fondo, se ci facciamo caso, sinora i volti più accreditati del cosiddetto euro-scetticismo sono stati Nigel Farage, Geert Wilders, Marine Le Pen, ovvero personaggi dall’appeal non sempre irresistibile. Mancava una figura giovane e politicamente “sexy” come quella del presidente francese o del premier canadese Justin Trudeau, entrambi esponenti di un mondo progressista sui valori sociali e globalisti su quello economico-finanziario. E con le elezioni di domenica, i conservatori non euro-entusiasti potrebbero avere trovato una loro mascotte da contrapporre ai Macron filo-UE. Certo, l’Austria non è la Francia e Kurz non è formalmente un anti-Bruxelles, ma proprio per questo è pericoloso per le istituzioni comunitarie. Il giovane è anche amico di Viktor Orban, di cui condivide le posizioni filo-nazionali contro Bruxelles.

Se Polonia e Ungheria sembravano isolate nelle loro rivendicazioni, adesso sembra apertasi una breccia nella Mitteleuropa, che crea un asse trasversale tra est e ovest ai danni dei commissari.

Da cancelliere, egli guiderà un nuovo centro-destra austriaco, in grado di proporsi all’Europa quale alternativa razionale e migliore della destra populista euro-scettica, tornando a una visione e a programmi più identitari. In fondo, si tratterebbe solo di recuperare origini nemmeno lontane per i popolari, bensì di fare un passo indietro di pochi anni, ovvero a prima che la cancelliera Merkel trasformasse la principale formazione moderata europea in una sorta di alleato a singhiozzo dei partiti socialdemocratici sui tanti temi fino a poco tempo fa divisivi tra i due principali schieramenti, come l’immigrazione, la famiglia, la tutela di identità e competenze nazionali e l’economia. Kurz aprirà un fronte all’interno del PPE, appartenendo allo stesso gruppo politico della Merkel, proprio nel momento in cui quest’ultima sembra essere destinata a passare il testimone per la guida dei moderati, uscita indebolita dal voto in Germania e incapace di fornire risposte credibili e adeguate alla crisi dell’euro-crazia. Tanto per dirne una, adesso il pendolo nel centro-destra italiano si sposta un po’ più dalla parte di Matteo Salvini, le cui posizioni non sarebbero più così isolate nelle stanze dei bottoni d’Europa. Per i commissari, domenica scorsa non è stato un bel giorno, ma lo saranno ancora meno i prossimi. (Leggi anche: Cambio euro-dollaro indebolito con vittoria dimezzata della Merkel)

 

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