Se aumenta l’Iva cade il governo: la minaccia di Daniela Santanchè

La deputata del Pdl alza la voce, ma la cancellazione della tassa sembra difficile. Si lavora per un rinvio

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La deputata del Pdl alza la voce, ma la cancellazione della tassa sembra difficile. Si lavora per un rinvio
Dopo le rassicurazioni di Berlusconi, la strada dell’esecutivo sembrava in discesa. Ma qualcosa, negli ultimi giorni, è cambiato. Ad iniziare dal ricorso respinto sul legittimo impedimento, un passo cruciale per il leader ‘pidiellino’ che dovrà attendere la Cassazione come ultimo giudizio. “Se tra undici giorni l’Iva sarà aumentata, non ci sarà più il Governo”. E’ l’affermazione più diretta degli ultimi tempi, firmata da Daniela Santanchè ospite di “Quinta Colonna, il Quotidiano”, un tema caldissimo sui tavoli dell’esecutivo, tanto che si lavora quantomeno per un rinvio dopo aver pressochè escluso la speranza di operare una cancellazione totale. Ed ecco che si lavora sulle cifre: una sospensione non mette in crisi come la soppressione (stimabile in otto miliardi) ma costa comunque un miliardo, già messo in bilancio dal governo Monti per il periodo giugno-settembre, senza considerare l’ulteriore spesa per l’ultimo trimestre dell’anno. Infine, ci sarebbero ben quattro miliardi da ‘ritrovare’ per coprire l’anno duemilaquattordici. Proprio come l’Imu, altra tassa odiata e che risulta essere tanto cara al Pdl e alla sua linea politica. Al momento, sembrano più credibili le ipotesi di rinvio e rimodulazione, piuttosto che le utopiche speranze di sterilizzazione e cancellazione.
Come noto, il governo è al lavoro per trovare, in tempi brevi, una copertura credibile alla spesa Iva-Imu. Lavoro non facile, se si considera che resta sempre aperto un negoziato sul deficit con Bruxelles (che il premier Letta ha comunque allontanato) e il tema di possibili nuove entrate, magari in seguito ad un accordo con la Svizzera, sventolato da Berlusconi in campagna elettorale ma dalla tempistica piuttosto lunga. Oltretutto l’Fmi, pur promuovendo le ultime politiche introdotte dal governo Letta (‘decreto del fare’ in primis) ha lanciato un monito per riforme strutturali e, soprattutto, affinchè l’Italia porti giudizio positivo “rispettando gli impegni Ue in termini di politiche di bilancio”.
Tra tante difficoltà è arrivato anche un commento moderatamente ottimista di Confindustria che, per bocca del suo presidente Giorgio Squinzi, apre alla sospensione. “Considerando le difficoltà e i limiti economici del governo, impossibilitato a procedere su più fronti, se si ottiene un rinvio di qualche mese è una buona cosa”. Parole condivise dal viceministro all’Economia, Stefano Fassina. “In questo momento la misura migliore per arginare il problema dell’occupazione è il rinvio dell’aumento dell’Iva che – sottolinea  – andrebbe a gravare troppo sul mercato interno. Sulla tempistica stiamo lavorando, ma una sospensione fino a dicembre permetterebbe al governo di allontanare i rischi e, al contempo, di trovare le risorse necessarie”. Per il Pdl Brunetta è più cauto. “Il Governo è legato ai fatti, all’Imu, all’Iva, alla disoccupazione, a tutte quelle cose che possono tenerlo in piedi”. E Berlusconi, pur avendo rassicurato sulla effettiva tenuta dell’esecutivo dopo la questione legittimo impedimento, deve fronteggiare un crescente nervosismo nel partito, legando l’aumento dell’Iva ad un possibile dietrofront del partito azzurro. Letta, tuttavia, ha assicurato “collegialità nelle decisioni”.
Cgil e sindacati spingono per una rimodulazione Imu
Ripartire trovando le risorse necessarie, ma con un occhio importante ai consumi. I sindacati non hanno dubbi sull’importanza  dell’Iva, individuando al contempo la strada migliore per l’altra tassa che tiene in ansia il governo, l’Imu. “L’abolizione graverebbe troppo sulle casse dello stato, bisogna riformulare e rimodulare per renderla più progressiva, salvaguardando i possessori di una sola casa e facendo pagare il giusto a chi possiede numerose proprietà”, un pensiero che arriva direttamente dal segretario generale della Cgil Susanna Camusso a margine di Cgil-incontri a Serravalle Pistoiese. “Con le risorse che arriverebbero dalla rimodulazione dell’Imu, si potrà bloccare l’innalzamento dell’Iva”. Una proposta finita sul tavolo di governo, ma che non convince tutta la maggioranza.
Il Pdl, infatti, spinge per una abolizione immediata come promesso in campagna elettorale.

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