Scudo anti spread: l’illogica demagogia di Finlandia e Olanda

Olanda e Finlandia minacciano di bloccare lo scudo anti spread che non può essere bloccato. L'unico risultato della loro uscita è quello di dare l'immagine dell'inesistenza dell'Europa

di Enzo Lecci, pubblicato il
Olanda e Finlandia minacciano di bloccare lo scudo anti spread che non può essere bloccato. L'unico risultato della loro uscita è quello di dare l'immagine dell'inesistenza dell'Europa

Jutta Urpilainen, il ministro delle Finanze dell'Olanda

Ieri un sussulto ha attraversato la schiena di tutti gli operatori di Borsa. Come nella migliore tradizione europea la Finlandia e l’Olanda, due degli alleati della Germania sul fronte del rigore, hanno annunciato di non avere alcuna intenzione di approvare lo scudo anti spread, la misura concordata al vertice di Bruxelles che permette ai paesi europei in difficoltà di chiedere al fondo Salva Stati di acquistare sul mercato secondario titoli di stato altrimenti in balia della speculazione (Scudo anti-spread, non c’è unanimità per Olanda e Finlandia). Una presa di posizione, quelle dei due guardiani, che ha spinto lo stesso presidente del Consiglio Monti a sottolineare che “Finlandia e Olanda hanno una certa sofferenza verso questi meccanismi di stabilizzazione” e “hanno delle obiezioni che cercheremo di sormontare”.    

Cosa è lo scudo anti spread

Lo scudo anti spread, fortemente voluto dall’Italia, ha la sua ragion d’essere proprio nella necessità di cercare di togliere il terreno dai piedi della speculazione in modo tale che paesi molto impegnati sul risanamento non subiscano queste coltellate alla schiena. Nonostante la necessità di un simile provvedimento, chiaramente benefico solo nel breve periodo visto che i problemi dell’Eurozona sono ben più profondi, l’Olanda e la Finlandia non hanno perso occasione per trincerarsi nella solita linea del rigore ad ogni costo che tante divisioni ha provocato in Europa. I due paesi non sono nuovi a questo genere di comportamento. Come infatti i più acuti osservatori ricordano, ogni qual volta viene adottato in sede europea un provvedimento che si discosta dalla linea del rigore, ecco che arrivano ministri sconosciuti dei guardiani del rigore che emettono le loro fatwe a base di veti e veleni. Fermo restando che ciascuno stato può affermare ciò che vuole, chiediamoci però quali sono gli effetti pratici di questa presa di posizione. Ebbene, alla luce delle regole europee, le conseguenze di una simile presa di posizione sono inesistenti, ossia il cammino per il scudo anti spread non può essere bloccato. Se è vero infatti come ha orgogliosamente affermato la ministra delle finanze della Finlandia  Jutta Urpilainen che tutti i 17 paesi devono dare il loro assenso, è altrettanto vero che la Bce e la Commissione Europea possono chiedere l’approvazione in proceduta di emergenza del provvedimento. Ed è proprio questo che sembra essere il destino dello scudo anti spread. La votazione con procedura di emergenza prevede una maggiorazione dell’85% dei voti. Il peso del voto sarà calcolato in base alla partecipazione dei singoli stati al fondo salva stati. Poichè la Finlandia partecipa per l’1,8% e l’Olanda per il 5,7% (!) è chiaro che le loro quote non siano sufficienti per bocciare lo scudo anti spread. La votazione con procedura di emergenza infatti richiede che per bloccare un provvedimento sia necessario almeno il 15%. In pratica quindi l’uscita di Olanda e Finlandia, oltre a dare un ulteriore segnale alla speculazione di come l’Europa sia divisa, ad altro non serve. E questo, ne siamo certi, lo ha compreso la stessa Merkel che si è mostra molto tiepida dopo l’uscita dei ministri dei due guardiani, pur affermando che ogni opinione e giudizio merita rispetto. E allora perchè Olanda e Finlandia assumono posizioni che non possono portare a nulla di concreto? Probabilmente per il motivo più vecchio del mondo ossia quello di fare demagogia sul loro elettorato, tradizionalmente ostile ai paesi mediterranei. Ma questa che Europa è?

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Argomenti: Crisi Euro