Scrutatori elezioni politiche 2018: quanto si guadagna e info selezione

Si avvicina il 4 marzo, giornata dedicata alle elezioni politiche. Quanto guadagnano gli scrutatori e alcune informazioni sulle selezioni.

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Si avvicina il 4 marzo, giornata dedicata alle elezioni politiche. Quanto guadagnano gli scrutatori e alcune informazioni sulle selezioni.

Le elezioni politiche del 4 marzo 2018 si avvicinano. A meno di un mese dalla prima domenica di marzo, in cui sarà deciso il futuro politico dei prossimi 5 anni dell’Italia, ci sono migliaia di persone interessate al ruolo di scrutatori. Negli anni precedenti, tale ruolo era spesso preso in carico da giovani studenti. Oggi invece il ruolo è ambito anche dai disoccupati, per via del compenso che può essere percepito in poche ore di lavoro. Ma quanto guadagnano gli scrutatori? Trovi la risposta alla tua domanda nel paragrafo seguente.

Quanto guadagnano

Il compenso di uno scrutatore è di 120 euro. A questo compenso può essere aggiunto un bonus, in base al numero di schede elettorali in più da scrutinare. In genere, il bonus è pari a 25 euro in più per ogni scheda elettorale aggiuntiva. Se prendiamo, a titolo d’esempio, il caso dell’Election Day nelle regioni Lombardia e Lazio di quest’anno, gli scrutinatori guadagneranno una cifra vicina ai 150 euro, avendo una scheda elettorale in più da esaminare. Sottolineiamo un altro aspetto importante: tale compenso non è soggetto a tasse, dunque è da considerarsi netto.

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Info selezione

Per presentare la domanda di partecipazione c’era tempo dal 1° ottobre al 30 novembre 2017. Dunque, non è più possibile inviare la propria domanda per diventare scrutinatore presso uno dei seggi della città in cui si ha regolare residenza. La selezione dei candidati avverrà invece proprio nelle prossime ore, tra il 7 e 12 febbraio. Se qualcuno dovesse rifiutarsi o fosse impossibilitato a presenziare nella giornata di domenica 4 marzo, deve comunicarlo entro le 48 ore successive dalla ricezione della notifica. La scelta dei candidati varia da Comune a Comune.

Da una parte viene effettuato un sorteggio, mentre dall’altra si può effettuare una nomina diretta senza che la persona in questione passi per il sorteggio.

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