E’ scoppiata la guerra alimentare, tremano grandi supermercati e piccoli negozi

E' guerra in America tra colossi alimentari e del web, alla ricerca di strategie di integrazione per abbattere la concorrenza. E l'Europa potrebbe consegnare presto i suoi supermercati alla Silicon Valley.

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E' guerra in America tra colossi alimentari e del web, alla ricerca di strategie di integrazione per abbattere la concorrenza. E l'Europa potrebbe consegnare presto i suoi supermercati alla Silicon Valley.

Difficile trovare un’espressione alternativa a quella utilizzata per descrivere cosa si stia scatenando in queste settimane presso la prima economia mondiale. Negli USA, siamo all’avvio di una vera e propria “guerra” nel comparto alimentare, come segnalano alcune rilevanti novità. Mercoledì scorso, il colosso retail Wal-Mart ha annunciato la vendita dei suoi beni anche online, stringendo un’apposita alleanza con Google in quella che tutti gli analisti hanno percepito come una risposta dei due giganti contro l’avanzata di Amazon, numero uno per le vendite su internet. (Leggi anche: Walmart si allea con Google contro Amazon)

E proprio Amazon, che a giugno aveva annunciato a sua volta l’acquisizione della catena di supermercati Whole Foods per 13,7 miliardi di dollari, nel suo primo giorno di proprietario di quest’ultima ha ieri scioccato i clienti, arrivando finanche a dimezzare i prezzi dei prodotti venduti. Le mele Fujì, ad esempio, sono state vendute al 43% in meno del giorno lavorativo precedente.

Amazon taglia i prezzi alimentari

Whole Foods è una grande catena di supermercati negli USA, famosa per non essere mai stata granché competitiva sui prezzi, tanto da essere aggettivata ironicamente “Whole Paycheck”, ovvero “assegno intero”. Mediamente, il suo listino prezzi risulta del 15% superiore agli altri, anche se la società si è sempre giustificata, adducendo la qualità migliore dei prodotti messi in vendita nei suoi negozi.

Con Amazon, la musica è cambiata. Il gigante delle spedizioni online, oltre a puntare sulla velocità, adesso ambisce a fare concorrenza a colossi come Wal-Mart, che può disporre di un numero di negozi sul territorio americano di 20 volte superiore a quello di Whole Foods. Per capire che si tratti di una guerra tra grandi attori del mercato alimentare e non, basti seguire le quotazioni delle principali società del comparto. Dal giovedì scorso, ovvero dopo l’annuncio a sorpresa dell’accordo tra Wal-Mart e Google, le azioni di Kroger sono diminuite del 5,6%, quelle di SuperValu del 9,5%, di Costco del 4,6%, ma anche lo stesso titolo Wal-Mart ha perso il 2,2% e quello di Amazon ha ceduto l’1,7%-

Insomma, a Wall Street si sta scontando la nuova più agguerrita fase di concorrenza tra le catene alimentari, che avvalendosi del supporto online puntano a contrastare l’apparente inesorabile declino delle vendite nei supermercati in mattoni.

Come Amazon ha tagliato i prezzi

Per Amazon, l’acquisizione di Whole Foods non sembra casuale. Il 70% dei clienti della neo-controllata sarebbe anche iscritto ad Amazon Prime, per cui godrebbero già del programma fedeltà, che consente loro di beneficiare delle spedizioni gratuite a domicilio, pagando un abbonamento annuo di 99 dollari, mossa replicata sostanzialmente da Google con il suo servizio di shopping online per 95 dollari all’anno.

La domanda che ci si pone in queste ore è su come abbia fatto in poche ore Amazon ad abbattere i prezzi di Whole Foods. Il colosso da 100 miliardi di dollari gode di una catena di distribuzione immensa e tale da surclassare quella della controllata dai 460 punti vendita in tutti gli USA. E’ presumibile che faccia valere il suo potere negoziale per spuntare costi più bassi dai fornitori. Al contempo, i margini di profitto relativamente elevati di Whole Foods saranno certamente ridotti e riportati in linea con quelli medi del mercato.

Cosa ci aspetta in Europa

E i consumatori americani dovranno aspettarsi un calo dei prezzi a loro beneficio? Non necessariamente. Che la guerra a distanza tra Walmart-Google e Amazon-Whole Foods crei pressioni per contenere i costi è lampante, ma queste sono già forti per gli operatori del settore, che difficilmente riuscirebbero a comprimerli ulteriormente. Si consideri, come sopra scritto, che la nuova controllata da Amazon aveva prezzi mediamente più alti e semmai adesso si adeguerà alla concorrenza, anche se va verificata la tenuta o meno della qualità dei prodotti. Se Amazon la riducesse, sarebbe un brutto colpo per la sua immagine, per cui ci si aspetta che resti cauta sul punto.

A pagare questa fase di riassestamento sul mercato retail sarebbero, quindi, non già la grandi catene dei supermercati americani, bensì i negozi di medie e piccole dimensioni, di cui si stima già per quest’anno la chiusura di circa 8.500 punti vendita negli USA. Al contrario, potrebbero beneficiare della mossa di Amazon i produttori locali, perché nella sua strategia di contenimento dei costi, oltre che di mantenimento della qualità, la società potrebbe optare per riportare la controllata alle origini, approvvigionandosi dai fornitori locali e sostenendo così la produzione. Dopo che il presidente Donald Trump ha accusato Amazon di “uccidere il commercio” americano, sarebbe una bella risposta, che strizzerebbe l’occhio proprio all’amministrazione di Washington.

Perché questa guerra alimentare oltreoceano si rivela così interessante per noi europei? E’ vero, l’Europa non è l’America, anzi non è nemmeno un vero unico mercato dei beni, suddivisa in 28 mercati nazionali. Ma gli USA tracciano solitamente il solco su cui s’incammina nel tempo il resto dell’economia mondiale. L’integrazione tra mattone e internet sarebbe la fase avanzata di un processo di adeguamento ai tempi del retail, il quale rischia altrimenti di restare schiacciato dal peso crescente del web nelle abitudini di consumo delle famiglie. Il guaio per l’Europa è un altro: non dispone di giganti online e ad oggi strategie come quelle appena messe in atto negli USA finirebbero da noi per portare acqua al mulino della Silicon Valley. (Leggi anche: Guerra Commissione UE contro Silicon Valley)

 

 

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