Scontri Roma: lacrimogeni sulle teste dei manifestanti

Il ministro Severino apre un'indagine interna: qualcuno dal palazzo del Ministero ha sparato candelotti lacrimogeni sulla folla in fuga

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Il ministro Severino apre un'indagine interna: qualcuno dal palazzo del Ministero ha sparato candelotti lacrimogeni sulla folla in fuga

I video e le foto degli scontri a Roma durante la manifestazione per lo sciopero europeo del 14 novembre contro le misure di austerità parlano chiaro: ancora una volta il limite tra il controllo dell’ordine e della sicurezza e la repressione violenta e spropositata è stato superato. E la cosa più triste e che fa davvero rabbrividire è che a scagliarsi contro giovani manifestanti con rabbia e frustrazione sono poliziotti anche essi potenziali vittime dei tagli del governo. Va detto per onore di cronaca che si tratta di eccezioni perché non sarebbe giusto accusare tutti i caschi blu che hanno agito nel rispetto della legalità e del proprio lavoro, sottopagato, in maniera equilibrata.   Solo i poliziotti italiani sono violenti? Gli scontri a Roma purtroppo non sono un’eccezione  Su internet gira una foto che ritrae alcuni poliziotti tedeschi che sfilano senza casco insieme ai manifestanti: è un fake. Non perché l’immagine non sia veritiera in sé ma in primis perché si tratta di una foto di maggio (risale alla marcia di “Blockupy”) e in secondo luogo perché quel profilo basso è proprio la procedura che si segue in Germania per la scorta dei cortei e quindi non ha rappresentato un gesto eclatante. Questo non vuol dire che la situazione non degeneri anche lì: proprio a maggio non sono mancati scontri violenti. Strizzare l’occhio in maniera acritica agli altri Paesi non ci aiuta ed è demagogia spicciola. Ma è impossibile non condannare quello che tutti abbiamo visto.   Sanzioni disciplinari per i poliziotti violenti Anche il ministro  dell’Interno Annamaria Cancellieri ha commentato con durezza le immagini che mostrano un poliziotto scagliarsi con violenza contro uno  studente inerme. “La violenza su un inerme è intollerabile e ingiustificabile. Questo poliziotto sarà identificato subito. Sono io ora a volere sapere chi è. Faremo le dovute valutazioni e trarremo le conseguenze disciplinari”.   Lacrimogeni sparati dalle finestre del Ministero sulla folla Ma intanto in rete impazza un filmato pubblicato in esclusiva da Repubblica. Si tratta di un video amatoriale registrato con lo smartphone dalla finestra di un appartamento in  via Arenula. Nelle immagini si vedono alcuni studenti forzare  il blocco della polizia all’altezza del Lungotevere dei Vallati e correre lungo la strada. Ma l’inquadratura si sposta poi verso i piani alti e qualcosa di molto strano, che ora andrà spiegato, accade. Lacrimogeni  vengono sparati dalle finestre del ministero della Giustizia sulla folla in fuga. Ricostruendo la  traiettoria sembra trattarsi di due lacrimogeni a strappo partiti dal secondo piano, dalle stanze occupate  dal ministro Paola Severino e di un terzo lacrimogeno sparato dal  tetto dell’edificio Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha disposto un’indagine interna ed ha espresso «inquietudine e preoccupazione». Dai primi accertamenti risulta che la tipologia di lacrimogeni utilizzata non sia in  dotazione al reparto di polizia penitenziaria di via Arenula. Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza Pd, ha inoltrato un’ interrogazione al ministro dell’Interno Cancellieri perché la verità sia subito resa pubblica. Ma quale verità? Di chi?

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Argomenti: Politica