Scioperi voli Ryanair a settembre: perché la compagnia potrebbe tagliare posti di lavoro

Scioperi voli Ryanair a settembre: il vettore minaccia licenziamenti, perché ci saranno centinaia di posti a rischio.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Scioperi voli Ryanair a settembre: il vettore minaccia licenziamenti, perché ci saranno centinaia di posti a rischio.

Ryanair è sempre al centro della scena. Stavolta per uno sciopero che rischia di provocare persino licenziamenti. Dopo il caos provocato dalla notizia del secondo bagaglio a mano a pagamento, di cui abbiamo parlato di recente nell’articolo Bufera Ryanair dopo nuove regole bagaglio a mano: arriva esposto per sovrapprezzo e norme retroattive la compagnia aerea low cost irlandese è sul piede di guerra per uno sciopero dei piloti e assistenti di volo che metterà in ginocchio nuovamente il vettore a settembre. Oggi 12 settembre è previsto lo sciopero dei piloti in Germania, tutti i voli da e per la Germania rischiano cancellazioni e ritardi ma non è finita qui. Il 28 settembre anche gli assistenti di volo in Italia incroceranno le braccia, serrata che dovrebbe riguardare anche Belgio, Paesi Bassi, Spagna e il Portogallo. Dunque per la compagnia low cost, che ultimamente sembra sempre nell’occhio del ciclone o per gli scioperi o per i cambi di regole sulle politiche del bagaglio a mano, si prevedono altri giorni neri.

A rischio dipendenti

Il 12 settembre saranno cancellati 150 voli in arrivo e partenza dalla Germania, il tutto mentre i piloti italiani stanno svolgendo il referendum per decidere se approvare o meno l’accordo firmato tra Ryanair e Anpac. Poi il 28 settembre, data che pare certa, sarà la volta dello sciopero in Italia e negli altri paesi citati, una serrata che oltre ai disagi per i passeggeri potrebbe provocare problemi ai dipendenti. Ryanair infatti minaccia licenziamenti di piloti ed assistenti di volo a causa dei troppi scioperi, soprattutto in Germania, dove a rischio ci sono anche alcune basi. “Queste minacce di sciopero possono solo danneggiare gli affari di Ryanair in Germania, e se continuano, porteranno a tagli di basi e tagli di posti di lavoro sia per i piloti tedeschi che per l’equipaggio di cabina, in particolare in alcune basi secondarie tedesche” ha dichiarato Kenny Jacobs. Parole a cui hanno fatto seguito quelle di Robin Kiely secondo cui “Dato che abbiamo già offerto contratti locali e una retribuzione migliore, non vi è alcuna giustificazione per ulteriori scioperi”.

Si attende accettazione contratto

La compagnia insomma ci va giù duro ed è pronta ad agire tagliando i posti di lavoro se i dipendenti continueranno ad aderire agli scioperi. L’estate scorsa Ryanair ha già dovuto fare i conti con due grosse proteste; una a fine luglio e l’altra ad agosto, in pieno periodo vacanziero. Tra ritardi, cancellazioni, malcontento e clienti imbufaliti il vettore ci ha rimesso in termini di rimborsi e immagine, senza contare gli introiti appunto. E mentre la sorte dei piloti tedeschi è appesa ad un filo a causa dei continui scioperi, quelli italiani devono decidere se accettare o meno il contratto firmato tra la compagnia e l’Anpac che riconosce “il pagamento dei contributi previdenziali e il riconoscimento pieno delle tutele sociali per maternità e paternità“ ma che per i sindacati non basta tanto che Filt Cgil e Uiltrasporti hanno dichiarato che “continueremo a denunciare alla Commissione europea e ai governi l’approccio della compagnia irlandese verso i propri lavoratori”.

Leggi anche: La resa di Ryanair: secondo bagaglio a mano gratis per 2 milioni di viaggiatori, chi non dovrà pagarlo (rimborsi per gli altri)

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Economia Europa, Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici