Sciogliere l’Eurozona per salvare l’Europa, ecco il partito anti-euro tedesco

La carta di identità di Alternative fur Deutschland, il partito anti-Euro tedesco che chiede un referendum sulla moneta unica e rischia di far perdere un bel pò di voti alla Merkel

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La carta di identità di Alternative fur Deutschland, il partito anti-Euro tedesco che chiede un referendum sulla moneta unica e rischia di far perdere un bel pò di voti alla Merkel

Si avvicinano le elezioni federali in Germania, previste per il mese di settembre. E la novità nello statico panorama politico tedesco si chiama Alternative fur Deutschland, Alternativa per la Germania, il movimento di protesta nato in questi ufficialmente giorni contro le politiche di salvataggio della cancelliera Frau Merkel. Si tratta di un nutrito gruppo di intellettuali, accademici, economisti, giornalisti e manager, tra cui spicca il nome dell’ex presidente della Confindustria, Hans-Olaf Henkel. Il concetto del movimento è chiaro ed è stato espresso bene dal professore di politica economica, Joachim Starbatty, esponente di AfD e già noto alle cronache non solo tedesche per i suoi frequenti ricorsi alla Corte di Karlsruhe contro i salvataggi del governo di Berlino, ipotizzati incostituzionali.  

Partito anti Euro tedesco: la posizione di AfD sulla moneta unica

Secondo Starbatty, per salvare l’Europa bisogna sciogliere l’Eurozona: o si consente a Grecia, Spagna e Italia di andare via o ad uscire dovrebbe essere la Germania, perché – spiega l’accademico – da elemento di pace, la moneta unica sta, invece, dividendo il Vecchio Continente e chiarisce bene con un esempio. Nel 1950, l’allora cancelliere Konrad Adenauer fu scortato da sette poliziotti per la sua visita in Grecia; poche settimane fa, la Merkel ne ebbe bisogno di sette mila, sottolinea Starbatty. Il quale ribadisce che AfD non è anti-europeista, bensì euro-scettico, in linea con molte delle posizioni del premier britannico David Cameron e vicino alla scuola economica di Adam Smith. Secondo i sondaggi, il 26% dei tedeschi potrebbe votare a settembre per un partito anti-euro, sebbene qualche analista sottolinei il fatto che il buon andamento dell’economia tedesca non dovrebbe favorire più di tanto AfD, anche perché per arrivare al Bundestag bisogna ottenere almeno il 5% dei voti e il tempo a disposizione per emergere sarebbe poco. Tuttavia, i conservatori della CDU-CSU (molti esponenti di Alternativa per la Germania derivano dalle sue fila, come lo stesso Starbatty) temono l’effetto sul loro schieramento, il quale potrebbe trovarsi privo di una maggioranza insieme agli alleati liberali della FDP, essendo così costretti a una nuova Grosse Koalition con i rivali socialdemocratici della SPD. Un governo CDU-SPD potrebbe ammorbidire alcune delle misure imposte ai partner del Sud, ma l’impostazione non muterebbe in modo radicale. I socialdemocratici, ad esempio, hanno criticato finora apertamente il centro-destra per i numerosi salvataggi a cui Berlino ha acconsentito. Vero è che chiedono meno austerity e più politiche in linea con la loro filosofia di sostegno ai consumi interni, attraverso la spesa pubblica, ma la lotta all’inflazione e il rigore dei conti sono elementi condivisi dagli schieramenti politici in campo dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi.  

Germania fuori dall’Euro: AfD come il Movimento 5 Stelle?

Il Sud, Italia compresa, non potrà sperare solo e tanto su un cambiamento del quadro politico tedesco, che avverrebbe in parte solo a partire dal prossimo autunno. Sembra paradossale che ad interrogarsi sull’opportunità di restare nell’Area Euro sia proprio il Paese che più ne ha beneficiato in questi dieci anni, sebbene la linea ufficiale di tutti i partiti tedeschi (AfD escluso) sia l’assoluto sostegno imprescindibile all’euro. Le parole di Starbatty varrebbero per qualsiasi politico europeo. C’è la tendenza in Germania, spiega, a considerare le idee delle minoranze quali estremiste, mentre così non è. La distonia tra Palazzo e paese reale si è colta, d’altronde, anche nelle elezioni politiche italiane, dove le forze apertamente critiche verso Bruxelles e l’euro hanno ottenuto risultati eclatanti (l’M5S è primo partito) e i partiti filo-europeisti (PD e Monti) sono stati palesemente puniti dagli elettori.  

Crisi Euro insita nella premesse

L’Eurozona è arrivata a un punto critico e a tale proposito colpiscono le parole dell’ex premier britannico Margaret Thatcher, che nelle sue due auto-biografie del 1993 e del 1995, ossia una ventina di anni fa, scrive quanto segue: la Germania rischia di andare su tutte le furie e sarà costretta a complessi negoziati per la crescita inevitabile dell’inflazione nell’unione monetaria, mentre gli stati più poveri non saranno competitivi, in quanto avranno adottato una moneta che non rispecchia i loro fondamentali economici e dovranno essere salvati.

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Argomenti: Crisi Euro