Scenari: ‘Il M5S è pronto ad alleanze impensabili o non vuole ancora governare’, perché i pentastellati scelgono il modello tedesco?

Una delle sorprese, per quanto concerne la riforma elettorale, è il sì del M5S al modello tedesco che rischia di escluderlo dalla guida del paese. Analisi.

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Una delle sorprese, per quanto concerne la riforma elettorale, è il sì del M5S al modello tedesco che rischia di escluderlo dalla guida del paese. Analisi.

Una delle questioni che stupisce maggiormente, intorno ai dibattiti sulla nuova legge elettorale, è il ‘sì’ del M5S al modello tedesco, fortemente proporzionale, con il quale, semplificando al massimo e data la situazione italiana, si può governare soltanto mediante alleanze. Un maggioritario forte con ballottaggio avrebbe sicuramente favorito i pentastellati, anche se – per correttezza occorre dirlo – il Movimento si è spesso professato proporzionalista. Se dovesse essere accolta la riforma a partire dal modello tedesco, è chiaro come ad essere favorita sia l’alleanza tra Renzi e Berlusconi (un Nazareno-bis, insomma) con l’esclusione, appunto, di M5S e Lega Nord, una cui possibile alleanza è, stando a oggi, decisamente improbabile.

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Riforma elettorale, modello tedesco: il M5S non vuole governare?

La prima ipotesi che è stata fatta intorno alla questione della riforma elettorale e dell’entusiastica accettazione da parte del M5S del modello tedesco è che il Movimento, per il momento, non intenda governare. Si tratta, chiaramente, di una posizione provocatoria, anche perché sembra davvero impossibile che, anche negli scenari più ottimistici, Casaleggio&Co. possano davvero raggiungere una maggioranza assoluta o un risultato, ad esempio tra il 45 e il 49%, che permetta un’alleanza con un partito piccolo (anche se, poi, l’ingovernabilità sarebbe assicurata). Ma perché il M5S, allora, avrebbe scelto una strada che lo allontana dal governo del paese? La seconda opzione è che i pentastellati stiano raggiungendo una sorta di maturità politica, l’idea che per governare, in una democrazia parlamentare, occorre ‘discutere’ innanzitutto e, nel caso e su punti programmatici, ‘allearsi’.

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Il M5S è pronto ad alleanze di governo? Ma con chi (nel caso)?

Un’altra possibile risposta alla domanda da cui muovono queste riflessioni è che il M5S, accogliendo il modello tedesco, intenda aprirsi definitivamente alla dialettica parlamentare e democratica. Facciamo un’ipotesi: qualora il M5S dovesse uscire dalle elezioni come il primo partito italiano (con maggioranza relativa), è probabile che il Presidente della Repubblica dia proprio ai pentastellati il compito di formare un nuovo governo. A quel punto, potrebbe avvenire l’ultima metamorfosi del Movimento: sempre a partire da punti programmatici, cercare le alleanze giuste per formare un esecutivo. Ma con chi? La domanda è d’obbligo: con il PD è davvero impensabile, così come con Forza Italia, e così l’unico possibile alleato sarebbe la Lega Nord, ma anche questa possibile convergenza sembra essere quanto mai difficile in questo momento (anche perché Salvini appoggerebbe un governo soltanto se mettesse in campo una serie di riforme ben ‘precise’ e poco contrattabili).

Insomma, lo scenario più probabile è un governo Renzi-Berlusconi (che, probabilmente, sarebbe quello di maggiore gradimento all’Europa) e il M5S sembra volersi ritrarre, almeno per il momento.

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