Scarpe Lidl vendute a migliaia di euro, perché tanto successo?

Il colosso tedesco dei supermercati ha lanciato una linea di calzature che è andata letteralmente a ruba, con prezzi che sono esplosi anche di 50 volte del prezzo ufficiale su internet.

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Il colosso tedesco dei supermercati ha lanciato una linea di calzature che è andata letteralmente a ruba, con prezzi che sono esplosi anche di 50 volte del prezzo ufficiale su internet.

Lidl è la catena dei supermercati tedeschi, che negli ultimi anni ha preso piuttosto piede anche in Italia con punti vendita ormai presenti su tutto il nostro territorio nazionale. Il buon rapporto tra qualità dei prodotti venduti e i prezzi ne hanno suggellato il successo tra le famiglie, anche se nessuno fino a qualche giorno fa avrebbe immaginato che il quartier generale di Neckarsulm sarebbe riuscito nell’impresa di diffondere una vera mania tra i clienti, peraltro in piena crisi economica in tutta Europa e con le preoccupazioni sui contagi da Covid-19 ancora molto presenti tra la popolazione.

Scarpe Lidl introvabili a 13 euro: è boom di vendite ma il prezzo diventa folle

Forse non rientrava nemmeno tra i suoi obiettivi, fatto sta che Lidl ha lanciato una linea di calzature in alcuni stati europei, tra cui per il momento non risulta l’Italia, a soli 12,99 euro. Il bello è che non si trovano più da nessuna parte, perché sono andate letteralmente a ruba. In Olanda, un punto vendita ha dichiarato che gli scaffali su cui erano esposte si sono svuotati i 10 secondi. In Inghilterra, un signore ha raccontato di avere acquistato online due paia di scarpe, un paio di ciabatte e calze per il dopo allenamento alla cifra sconsiderata di 3.100 sterline, circa 3.470 euro. Sul sito finlandese di vendite all’asta Tori sono state messe in vendita per la bellezza di 5.400 sterline, oltre 6.000 euro.

Noi abbiamo fatto la prova su eBay e ieri i prezzi per un paio di scarpe arrivava a 166,77 euro, quanto richiesto da un finlandese. La società ha annunciato di non avere intenzione di aumentare i volumi di vendita di questo prodotto diventato per mistero una sorta di cult tra i clienti.

E queste dichiarazioni stanno esasperando la carenza di offerta, dato che si è diffusa una sorta di mania per accaparrarsi almeno un paio delle introvabili scarpe.

Scarpe Lidl speciali?

Cosa hanno di così speciale, se Lidl le aveva messe in vendita per meno di 13 euro il paio? Di certo, i colori non passano inosservati. Parliamo di blu, giallo e un tocco laterale di rosso, che rendono queste scarpe all’occhio o un prodotto kitsch o una calzatura da ribelli, di chi non disdegna di ricevere una qualche attenzione in pubblico. Fatto sta che razionalmente nulla giustificherebbe la rivendita online per centinaia o, addirittura, migliaia di euro.

Avete presente il concetto di bolla? Siamo portati a pensare che valga solo sui mercati finanziari, invece nella storia la prima bolla di cui si ha una folta documentazione risale al diciassettesimo secolo e riguarda niente di meno che i bulbi dei tulipani. Necessari per fare crescere il fiore tipico dell’Olanda, il paese visse ai tempi una vera follia per via della carenza di offerta e il prezzo esplose, finendo per superare quello di un immobile. Chiaramente, finì male, ovvero che dopo la sbornia i prezzi ripiegarono drasticamente, mandando in rovina chi li aveva acquistati a cifre esorbitanti.

Qui, la bolla assume caratteri peculiari. Tutti vogliono queste scarpe per almeno due ragioni. La prima è che confidano che il prezzo salga magicamente per la scarsa offerta da parte di Lidl, la seconda ha a che fare con il tratto distintivo che queste calzature segnalerebbero, una volta che vengono indossate, essendo un prodotto per pochi. Inizialmente, l’esclusività era semplicemente il frutto della bassa quantità disponibile sugli scaffali, mentre subito dopo potrebbe essere stata associata al prezzo di vendita, lievitato oltremisura in rete.

Viva il marketing

Quando comprate un capo di abbigliamento di marca, siete disposti a spendere molto più che per un capo senza marca e solo parzialmente il maggiore esborso ha a che fare con la qualità del tessuto e il gradimento per la linea, per il resto è frutto della capacità del prodotto di distinguersi dal resto del mercato grazie al marchio di grido.

Nessuno avrebbe mai immaginato che qualcosa di simile sarebbe accaduto per le calzature vendute dalla Lidl, un supermercato di successo, ma pur sempre un supermercato di massa e dove certo il cliente non si fregia di acquistare capi di abbigliamento. Eppure, è successo per la capacità o fortuna che la società ha avuto nel far percepire il lancio come qualcosa di esclusivo, per quanto economico.

Se avesse venduto le stesse scarpe a prezzi molto superiori, probabilmente sarebbero rimaste almeno in parte invendute e la loro presenza sugli scaffali le avrebbe rese un bene non così di tendenza. Invece, probabile che Lidl abbia voluto testarne il successo d’immagine con un lancio quantitativamente limitato e a prezzi popolari. L’automatico eccesso di domanda ha reso queste scarpe introvabili e la clientela ha perso la testa. Sembra un’era fa, ma solamente alla fine del 2019 accadeva qualcosa di simile in Italia con i Nutella Biscuits, introvabili per mesi sugli scaffali dei supermercati e proprio per questo divenuti oggetto di attenzioni spasmodiche tra i consumatori. E anche in quel caso, i prezzi online esplosero a livelli grotteschi per quello che resta un biscotto farcito con crema di nocciole.

Nutella Biscuits, online confezione fino a 14,00 euro: mossa studiata dalla Ferrero?

Il marketing non è mai marginale in una società dei consumi. Puoi vendere il prodotto migliore del comparto, ma se la pubblicità che vi sta dietro è pessima, così come la strategia di vendita, rischi il flop. Per contro, puoi vendere ghiaccio in Groenlandia e fare il botto, qualora riuscissi a catalizzare l’attenzione sul tuo prodotto con un qualche stratagemma che lo renda percepito come raro e dannatamente trendy. Ferrero e Lidl hanno non offerto sul mercato alcunché di nuovo e particolare, ma grazie al marketing sono riusciti a far passare il messaggio opposto, cioè di avere rifornito gli scaffali di chissà quale novità.

Crisi o non crisi, questa legge vale sempre.

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