Scandalo Volkswagen, ecco i trucchi ai test delle case di auto europee

Le case automobilistiche avrebbero ottenuto l'uso di trucchi per aggirare i limiti delle emissioni inquinanti. Accuse di lobbying rivolte ad alcuni governi europei.

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Le case automobilistiche avrebbero ottenuto l'uso di trucchi per aggirare i limiti delle emissioni inquinanti. Accuse di lobbying rivolte ad alcuni governi europei.

Mentre la Procura di Torino apre un fascicolo in Italia contro la casa automobilistica tedesca Volkswagen per l’ipotesi di reato di frode in commercio, la portavoce della Commissione europea invita i governi a spronare le autorità nazionali ad effettuare verifiche sul rispetto delle norme sulle emissioni inquinanti da parte di tutte le case automobilistiche nel Vecchio Continente, ammettendo una certa impotenza di Bruxelles su questo ambito, perché le competenze sulle imprese sarebbero nazionali.

La Commissione ha utilizzato toni netti in questi giorni, sollecitando i governi a fare chiarezza sino in fondo e a scambiarsi tra di loro le informazioni. Tuttavia, sul piano concreto non ha adottato alcuna misura, né ha annunciato novità per il settore, anche perché quello automobilistico è ampiamente rappresentato finanche dentro le istituzioni europee, come il Parlamento di Strasburgo, dove gli interessi nazionali restano molto forti. Ma il quotidiano britannico The Guardian ha tacciato la Commissione di “ipocrisia”, sostenendo che Regno Unito, Germania e Francia avrebbero svolto attività di lobbying per fare svolgere i test in situazioni tali da ridurre ufficialmente le emissioni inquinanti di CO2 delle auto del 14%. La Commissione ha fatto notare subito dopo lo scoppio dello scandalo Volkswagen, che in queste ore parrebbe allargarsi anche all’altra tedesca, la Bmw, che sin dal prossimo anno e ben prima che saltasse a galla il taroccamento operato da Wolfsburg, le nuove norme europee prevedono che i test sulle emissioni dovranno essere effettuati su strada e non più in laboratorio.   APPROFONDISCI – http://www.investireoggi.it/economia/wp-admin/post.php?post=21264&action=trash&_wpnonce=d35a8e8ac4   Tuttavia, stando al “think tank” Transport&Environment, ad oggi le case automobilistiche della UE avrebbero ottenuto alcune concessioni, che potrebbero “truccare” i risultati dei test, ad esempio, utilizzando in fase di prova vetture più leggere di quelle che poi saranno effettivamente vendute e svolgendo il test in strade pendenti. Entro il 2021, la Commissione ha fissato un limite di 95 grammi per km per le emissioni. Già nel 2013 è stato centrato con 2 anni di anticipo l’obiettivo di 130 grammi per km, essendo stata raggiunta una media di 126,8 gr/km.
Dal 2007 al 2014, le emissioni inquinanti delle auto sono state ridotte al ritmo del 3,6% all’anno. I risultati incoraggianti hanno spinto Bruxelles ad accelerare l’abbattimento al 3,7% all’anno fino al 2021. Intanto, poco fa l’agenzia S&P ha annunciato di avere posto sotto osservazione il rating di Volkswagen per un possibile taglio di uno o più “notch”. Il “creditwatch” presenta, pertanto, implicazioni negative. Ad oggi, l’agenzia assegna alla società un giudizio di “A/A-1”. Il peggioramento potenziale del rating sarebbe conseguenza, spiega un comunicato, dei costi relativi al pagamento delle sanzioni e alla riparazioni dei danni causati.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/finanza-borsa/volkswagen-possibile-sacrificio-del-dividendo-raffica-di-downgrade/    

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