Scandalo auto tedesche su cavie umane e scimmie, come reagiranno gli automobilisti?

Auto tedesche di nuovo nella bufera per esperimenti su scimmie e umani non ortodossi. Eppure, le loro azioni oggi salgono. Come mai?

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Auto tedesche di nuovo nella bufera per esperimenti su scimmie e umani non ortodossi. Eppure, le loro azioni oggi salgono. Come mai?

Azioni Volkswagen in rialzo di oltre l’1% alla metà seduta di oggi, guadagnando circa 2,40 euro rispetto ai livelli di chiusura di venerdì scorso. Nulla di sconvolgente alla riapertura dei mercati stamane, certamente non in negativo. Eppure, nel frattempo sono uscite un paio di notizie affatto edificanti su tre case automobilistiche tedesche, tra cui Wolfsburg, destinate ad attirare strali e indignazioni tra l’opinione pubblica. Il New York Times ha riportato che uno dei due dirigenti arrestati negli USA per il dieselgate (lo scandalo delle emissioni inquinanti taroccate in laboratorio) avrebbe condotto esperimenti su 10 scimmie rinchiuse in una camera ermeticamente sigillata, facendo loro inalare gli gas di scarico di un maggiolino nel 2015, a seguito di un esperimento condotto nel Laboratorio Biomedico di Albuquerque (New Mexico), teso a dimostrare lo scarso impatto per la salute dei fumi generati dalla combustione. (Leggi anche: Scandalo Volkswagen, ecco i trucchi ai test)

L’esperimento sarebbe stato condotto dall’Eugt, la Società di Ricerca Europea per l’Ambiente e il Trasporto, fondata da Volkswagen, Daimler e Bmw. Se già la notizia aveva spinto le ultime due case automobilistiche tedesche a chiedere scusa, due quotidiani locali in Germania aggravano gli addebiti a loro carico. Stuttgarter Zeitung e Sueddeutsche Zeitung sostengono, infatti, che sarebbero state utilizzate anche 25 cavie umane, persone chiuse in un laboratorio per respirare i gas di scarico, al fine di testare l’impatto che questi avrebbero sulla salute dell’uomo. Sempre secondo i due quotidiani, il governatore della Bassa Sassonia, Stephan Weil, avrebbe appreso dei test, essendo il Land detentore di una quota della Volkswagen, e li avrebbe definiti “assurdi”.

E così, ad appena 30 mesi di distanza dal dieselgate, l’immagine delle auto tedesche rischia di ri-appannarsi per una vicenda ancora più scioccante nell’immaginario collettivo.

Il fatto che decine di essere umani siano stati rinchiusi in un laboratorio, pur certamente dietro il loro esplicito consenso e presumibilmente compenso, evoca scene poco edificanti. Tuttavia, se nell’autunno del 2015 le azioni Volkswagen crollano di oltre il 43% alla sola notizia che gli USA avessero aperto un’indagine a carico della società tedesca, oggi il mercato reagisce con un sorriso all’ultima “marachella” di Wolfsburg & Co. Come mai?

Quale impatto sul mercato delle auto?

In effetti, se lo scandalo emissioni è costato 25 miliardi di euro tra spese giudiziarie, risarcimenti ai clienti e richiamo delle auto taroccate, stavolta il danno sarebbe essenzialmente d’immagine. Non pare, infatti, che siano state violate leggi nazionali, semmai il buon senso, almeno per quanto riguardi le cavie umane. Il discorso è ben più complicato e lacerante per le povere scimmie, rientrando nell’annoso dibattito sulla giustezza o meno degli esperimenti condotti sugli animali. In ogni caso, non vi è stato nemmeno un tonfo temporaneo dei titoli delle società coinvolte. Le azioni Bmw sono in lieve rialzo e quelle Daimler guadagnano circa mezzo punto percentuale.

Pare proprio che il mercato stia ignorando totalmente le indiscrezioni, consapevole che gli automobilisti non sarebbero così inclini a scegliere una marca o un modello a 4 ruote sulla base di considerazioni etiche. Prendiamo proprio lo scandalo dieselgate: da allora, le vendite di Volkswagen sono solo aumentate, passando dai 9,9 milioni di veicoli del 2015 al record di 10,7 milioni dello scorso anno. La borsa ci ha messo più di un anno e mezzo per riprendersi dallo shock, ma oggi il titolo della casa automobilistica viaggia intorno al 12% in più dei livelli pre-scandalo.

Non essendoci cause giudiziarie di mezzo, non si avrebbe ragione per vendere le azioni delle tre società, tranne che non immaginassimo un tonfo delle vendite per una sorta di effetto-fuga per ragioni etiche. La storia recente ha smentito tali timori e si consideri che nel caso del dieselgate, ad essere messa in discussione è stata proprio la capacità delle tedesche di costruire motori al contempo potenti ed evoluti a tal punto da ridurre le emissioni inquinanti, anziché aumentarle.

Qui, la tecnologia e la potenza dei motori, uniche cose che realmente interesserebbero gli automobilisti, non sarebbero minimamente in dubbio. Resta l’ironia di un esperimento – almeno quello sulle scimmie e forse anche sugli umani – che sarebbe stato condotto per testare il modello Beetle della Volkswagen, tra quelli le cui emissioni furono taroccate per farle rientrare nei limiti legali europei. Insomma, alle cavie sarà stato raccontato di avere respirato una boccata di salute. (Leggi anche: Scandalo Volkswagen, e se dietro ci fosse una guerra commerciale tra USA e UE?)

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