Come Salvini vuole eliminare Berlusconi e prendersi tutto il centro-destra

Matteo Salvini punta all'intesa con il Movimento 5 Stelle sulle Camere e forse anche il governo. Silvio Berlusconi teme di essere spazzato via e si aggrappa al PD, minacciando l'alleato.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Matteo Salvini punta all'intesa con il Movimento 5 Stelle sulle Camere e forse anche il governo. Silvio Berlusconi teme di essere spazzato via e si aggrappa al PD, minacciando l'alleato.

Alta tensione tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Oggetto della contesa sono, anzitutto, le presidenze di Camera e Senato. Il leader della Lega intende spartire le cariche con il Movimento 5 Stelle e da giorni si tiene in contatto con Luigi Di Maio, al fine di generare uno schema per cui ai grillini andrebbe il più alto scranno di Montecitorio e ai leghisti quello di Palazzo Madama. Tuttavia, l’ex premier non ci sta e ha chiarito all’alleato che non potrà prendersi tutto: o lascia una delle due presidenze o non sarà indicato come premier dalla coalizione, nel corso delle consultazioni al Colle. Più in generale, tutto il centro-destra resta in subbuglio per l’avvicinamento ai 5 Stelle di Salvini, tanto che anche la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, fa sapere che non sosterrà alcun “inciucio”, ovvero nemmeno quello con l’M5S.

Berlusconi teme che Salvini punti a un governo di scopo, che riscriva la legge elettorale e torni ad elezioni già nell’ottobre prossimo. In teoria, il presidente Sergio Mattarella sarebbe contrario all’ipotesi e per tre ragioni: uno, perché non può avallare un esecutivo a termine, quasi fosse uno yogurt; due, perché in autunno dovrà scriversi la legge di Stabilità, la quale andrà presentata in Europa entro metà ottobre. E Roma ha la necessità di segnalare se e come intende disinnescare 12,4 miliardi di euro in clausole di salvaguardia dall’anno prossimo; tre, perché andare ad elezioni anticipate dopo pochi mesi sarebbe percepito dagli italiani come l’ennesima incapacità della politica di giungere a un accordo per il bene pubblico.

Governo tra 5 Stelle e Lega non escluso, così Salvini vuole divorare gli alleati

Perché Forza Italia è spaventata dall’ipotesi di elezioni in autunno? E cosa chiede? Il rischio serissimo per gli azzurri si chiama estinzione. Ad appena due settimane dal voto del 4 marzo, qualche sondaggio dipinge già uno scenario tetro per l’ex premier. La sua creatura precipiterebbe oggi a poco sopra il 10% (dal 14%) e la Lega volerebbe sopra il 22%. La stessa FdI arretra. Quel che starebbe accadendo sembra chiaro: con il sorpasso della Lega su Forza Italia, il popolo del centro-destra ha infranto il tabù per cui a capo della coalizione vi sarebbero gli azzurri e starebbero premiando Salvini, percepito quale nuovo leader, archiviando un quarto di secolo berlusconiano.

Elezioni in autunno sarebbero la fine di Forza Italia

Se si andasse ad elezioni dopo l’estate, nella prospettiva di non essere rieletti nelle rispettive liste, decine di parlamentari di Forza Italia e FdI già dalle prossime settimane migrerebbero verso la Lega, alla ricerca di una nuova casa politica, depotenziando Berlusconi fino a renderlo ininfluente sul piano delle mosse istituzionali e politiche. E a Salvini serve proprio accrescere questa pressione tra le file alleate, fare loro capire che dovranno recarsi in pellegrinaggio non più ad Arcore, bensì da lui per essere rieletti o aspirare a una qualsivoglia carica istituzionale.

Perché Salvini e non il PD è il vero corteggiato di questi giorni

Per evitare questo scenario, Berlusconi chiede due cose all’alleato: che lasci una carica al PD, ovvero che non spartisca le presidenze con l’M5S; che accetti di non essere indicato quale premier della coalizione, in modo da avallare un governo di centro-destra sostenuto dall’esterno dal PD e andare alle elezioni anticipate nel maggio dell’anno prossimo, in concomitanza con le europee. In quell’occasione, garantisce l’ex premier, Salvini sarebbe leader della coalizione e avrebbe tutte le probabilità di entrare a Palazzo Chigi.

Berlusconi e PD servono in Europa

Ma Salvini non si fida di Berlusconi, teme la trappola e di finire invischiato in un governicchio delle larghe intese, che alla fine consumerebbe la sua leadership. Per questo, egli punta allo schema sopra indicato: accordo con M5S ed elezioni a ottobre. Forza Italia non avrebbe il tempo di riorganizzarsi e le sue truppe romperebbero le righe. Siamo allo scontro tra vecchio e nuovo, tra passato e presente, e forse futuro. Eppure, Salvini di Berlusconi avrà bisogno, comunque vadano le cose, almeno per le prime fasi della sua leadership o nel caso diventasse premier. Lo stesso dicasi per Luigi Di Maio con il PD. Vediamo perché.

Come il governo Salvini farebbe saltare la UE

In Europa, tutte le cariche istituzionali di peso sono spartite tra due schieramenti: popolari e socialisti. Appartiene ai primi Forza Italia, ai secondi il PD. Chiunque volesse oggi trattare nel nome dell’Italia per ottenere un commissario, la presidenza del Consiglio UE, dell’Europarlamento, etc., dovrà passare per PPE o S&D. Fuori da questi schieramenti, le briciole. E mai una carica di peso andrebbe a un esponente euro-scettico, che flirta con Nigel Farage o Marine Le Pen. Per questo, saranno preziose le fideiussioni di Berlusconi in favore di Salvini ed eventualmente del PD verso Di Maio. Sono queste le residue carte da giocare per i due grandi sconfitti del 4 marzo. E dopo avere perso verosimilmente tutto a Roma, cercheranno di far valere quel poco che contano a Bruxelles. Sempre che anche lì si verifichi uno smottamento con il rinnovo dell’Europarlamento.

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Argomenti: Politica, Politica italiana

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