Banche italiane nella bufera: ecco i numeri del salvataggio MPS

Salvataggio di MPS pronto. Ecco i numeri del piano e il motivo dello scetticismo in borsa per le altre banche italiane.

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Salvataggio di MPS pronto. Ecco i numeri del piano e il motivo dello scetticismo in borsa per le altre banche italiane.

Più che i risultati degli stress-test, era la reazione del mercato ad avere creato apprensione nel fine settimana riguardo alle banche italiane. Vero è che soltanto una delle cinque sottoposte ad esame da parte della BCE sia stata “bocciata” – MPS – ma con la sola eccezione di Intesa-Sanpaolo, emersa tra le migliori d’Europa, le altre coinvolte (Unicredit, Ubi Banca e Banco Popolare) hanno prestato il fianco a preoccupazioni sulla loro solidità patrimoniale. Non è un mistero, quindi, il perché mediamente i nostri istituti a Piazza Affari abbiano perso ieri oltre il 4%, portando al 50% le perdite complessive da inizio anno.

Proprio MPS, però, ha evitato il crollo, riuscendo a chiudere in rialzo (+1%), dopo il varo di un piano privato di salvataggio, capitanato da JP Morgan e al quale sembrano aderire istituti stranieri sempre più numerosi. Vediamolo in dettaglio e prestiamo attenzione ai numeri.

Salvataggio MPS, ecco i numeri del piano

Poiché Siena ha evidenziato un Cet 1 ratio al -2,44% in caso di scenario avverso, servirebbero 5 miliardi per ricapitalizzarla. La cifra corrisponde a circa 5,6 volte il valore di capitalizzazione dell’istituto al termine della scorsa settimana. Per quanto in valore assoluto appaia una cifra alla portata, quindi, pari all’ultimo aumento varato da Rocca Salimbeni non più tardi di un anno fa, non sarà un’operazione semplice la raccolta di tale denaro tra i privati.

I 5 miliardi serviranno a fare rimanere il Cet 1 ratio all’11,8% attuale. Uno speciale veicolo della stessa MPS si occuperà di rilevare le sofferenze per un importo lordo di 27 miliardi, corrispondenti a 9,6 miliardi netti. Questa operazione sarà effettuata con le cartolarizzazioni, di cui 6 miliardi coperti dalla garanzia pubblica (GACS) per la tranche senior con rating “investment grade”, mentre la tranche mezzanina da 1,6 miliardi sarà acquistata dal fondo Atlante e quella junior da 1,6 miliardi sarà caricata sugli azionisti. Questi subiranno dalla ricapitalizzazione una diluizione pari all’81%.

 

 

 

A cosa serve ricapitalizzazione MPS

I 5 miliardi derivanti dall’aumento del capitale serviranno ai seguenti obiettivi: 2,2 miliardi per aumentare dal 29% al 40% la copertura dei restanti 18,1 miliardi di crediti deteriorati in pancia all’istituto; 1,6 miliardi per deconsolidare la tranche equity a carico degli azionisti e 1 miliardo per aumentare la copertura dei 27 miliardi di sofferenze dal 61% al 67%.

Al termine di questa complessa operazione, il rapporto tra i crediti deteriorati e il totale degli impieghi di MPS scenderà dal 34% attuale al 18%, portandosi sostanzialmente intorno alla media nazionale. E questo era l’obiettivo della BCE con la sua imposizione dei target triennali, normalizzare la più antica banca del mondo, oggi gravata da crediti non performanti per circa 5 volte il suo patrimonio.

Crisi banche italiane, nuovi timori

Ma perché la borsa ha punito le altre banche italiane? Il trend è stato simile anche per gli altri istituti europei, va detto, in quanto a fronte di una sola bocciatura, alcuni colossi bancari hanno mostrato una minore resilienza agli shock di due anni fa, quando si tennero i precedenti stress-test su quasi 130 enti.

Inoltre, il mercato teme che la copertura al 40% dei crediti deteriorati, come da piano MPS, possa diventare un benchmark per le banche italiane, il cui tasso di copertura è attualmente di poco superiore al 20%. Servirebbero decine di miliardi di euro per accantonare risorse necessarie allo scopo, per cui potremmo assistere a un nuovo capitolo della crisi.

 

 

 

 

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