Salvataggio MPS, Germania invoca il bail-in: confusione sul destino degli obbligazionisti

Il salvataggio di MPS dovrà passare prima per il bail-in e solo successivamente per gli aiuti statali. E' la posizione della Germania, che invita Roma al rispetto delle regole.

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Il salvataggio di MPS dovrà passare prima per il bail-in e solo successivamente per gli aiuti statali. E' la posizione della Germania, che invita Roma al rispetto delle regole.

Se tre indizi fanno una prova, spiace dirlo, ma gli obbligazionisti di MPS, compresi quelli senior o ordinari, dovrebbero iniziare a prendere sul serio l’ipotesi di essere le prime “cavie” del bail-in, il complesso delle nuove norme sui salvataggi bancari, in vigore dall’1 gennaio 2016.

Se subito dopo il varo del decreto “salva risparmio” del giovedì scorso era stato il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, a mettere le mani avanti sul rispetto delle regole europee, nelle ultime 24 ore è toccato al governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, e al portavoce del ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ribadire la posizione della Germania: il salvataggio di MPS da parte dello stato con aiuti pubblici è possibile, a patto che prima mettano mano al portafoglio gli investitori privati, ovvero azionisti e obbligazionisti. (Leggi anche: Obbligazionisti MPS, salvataggio pubblico con tanti dubbi)

Poiché il deficit di capitale è stato stimato in 8,8 miliardi da parte della BCE, non più a 5 miliardi, nemmeno l’integrale conversione di tutti i 5 miliardi di obbligazioni subordinate in azioni basterà a coprire tale “buco”, rendendosi necessaria, ai termini del bail-in, la partecipazione alle perdite anche degli obbligazionisti senior. Questi non rischieranno di vedere svanire l’intero valore dei bond in loro possesso, ma sui 17 miliardi complessivi, dovrebbero rimetterci intorno al 20%.

Solo successivamente, lo stato potrebbe intervenire con aiuti pubblici. Questo prevedono le norme sul bail-in, questo sostengono i tedeschi e i loro alleati europei. Che si possa optare per una soluzione morbida è altresì possibile, per ragioni di opportunità politica, ma ad oggi, nonostante l’ubriacatura del decreto del governo, i fatti ci spingono a ritenere che MPS stia andando non tanto in prima istanza verso una nazionalizzazione, quanto una previa applicazione delle nuove regole. (Leggi anche: Banche, nazionalizzazione e bail-in light)

 

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