CRISI DELLE BANCHE, BANCHE ITALIANE

Salvataggi banche: 10 miliardi di soldi pubblici nel 2017, la verità nel DEF

Il governo mette le mani avanti e si prepara ad utilizzare la prima parte del fondo salva banche. Gli istituti beneficiari saranno Monte dei Paschi, Veneto Banca e Popolare di Vicenza

di Enzo Lecci, pubblicato il
Il governo mette le mani avanti e si prepara ad utilizzare la prima parte del fondo salva banche. Gli istituti beneficiari saranno Monte dei Paschi, Veneto Banca e Popolare di Vicenza

Nel Documento di Economia e Finanza 2017, approvato ieri dal governo, c’è un richiamo al salvataggio delle banche. Tra i vari punti del Def 2017, infatti, uno in particolare riguarda i fondi messi in campo per salvare le banche in crisi. Nonostante non venga poi specificato in quale direzione ci sarà l’effettivo impegno del governo, nel Def è comunque indicato l’ammontare dell’intervento. L’esecutivo, infatti, ha stimato che per l’anno in corso verranno spesi circa 10 miliardi per aiutare le banche in difficoltà. La somma è pari alla metà delle risorse rese disponibili dal governo con l’oramai famoso decreto del 23 dicembre 2016 scorso.

Sull’identità degli istituti che hanno bisogno dell’aiuto pubblico non ci sono indicazioni precise ma i nomi sono facilmente intuibili. Le banche che hanno bisogno di aiuto dello Stato sono essenzialmente tre: Monte dei Paschi, Veneto Banca e la Banca Popolare di Vicenza. (Leggi anche: Crisi banche italiane, voragine prestiti fino a 120 miliardi)

Gli aiuti alle banche

La torta dell’aiuto pubblico dovrebbe essere divisa in questo modo: 6 miliardi dovrebbero essere destinati al rafforzamento di capitale di Monte dei Paschi mentre i restanti 4 miliardi di euro dovrebbero essere utilizzati per aiutare le due banche venete destinate alla fusione (Veneto Banca Popolare di Vicenza sono peggio di MPS, ultime notizie su parole di Viola).

Entrambi gli importi saranno contabilizzati come nuovo debito a fine anno 2017. A tal riguardo c’è da dire che l’unico impegno assunto dal governo è quello di non far salire l’indebitamento oltre il 132% del Prodotto Intero Lordo.

Nuovo debito per le banche in crisi

Ovviamente il fatto che l’esecutivo destinerà soldi pubblici per il risanamento delle banche in difficoltà ha già fatto gridare allo scandalo sopratutto le associazioni dei consumatori. Indipendentemente da quelli che sono i limiti europei nell’intervento dell’esecutivo per rilanciare Mps, Veneto Banca e la Popolare di Vicenza, è ovvio che a dover essere impegnati saranno comunque soldi pubblici che risulteranno a bilancio come debito. Ad onor di cronaca va comunque evidenziato che i 10 miliardi di euro per la ricapitalizzazione precauzionale delle banche non rappresenta una somma di nuova disponibilità ma solo l’attuazione di parte di misure già previste. In altre parole, la pillola amara ma necessaria, era stata già somministrata.

Resta ora da vedere in che modo l’Europa darà forma all’intervento precauzionale di rafforzamento patrimoniale delle tre banche italiane malate.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Crisi delle banche, Banche italiane

I commenti sono chiusi.