Saldi immobiliari in Grecia, il prezzo delle case crollerà di un altro 18%

I prezzi delle case in Grecia dovrebbero crollare ancora per un paio di anni e dall'estero è già boom di domanda.

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I prezzi delle case in Grecia dovrebbero crollare ancora per un  paio di anni e dall'estero è già boom di domanda.

Il terzo piano di “salvataggio” della Grecia avrà un impatto duro sul già precario mercato immobiliare del paese. Lo prevede il responsabile della comunicazione di Valori BPL, Tasos Tsompanidis, secondo cui il nuovo memorandum provocherà un tonfo medio dei prezzi delle case del 12-18%, portando il crollo complessivo cumulato dall’inizio della crisi al 60%. Già durante il secondo ciclo di aiuti della Troika (UE, BCE e FMI), ovvero tra il 2012 e il 2014, si era registrato, spiega, un crollo medio del 22-25%.

Fino a qualche mese fa, però, si respirava aria di ottimismo, perché il pil in Grecia era atteso in crescita del 3% quest’anno, mentre adesso la Commissione europea stima un nuovo calo cumulato del 5,75% nel biennio 2015-2016. Dunque, entro 2-3 anni, si avrà un nuovo tracollo dei valori immobiliari, anche perché rispetto alle prospettive dei mesi passati di un’eliminazione dell’Enfia, l’odiata e onerosa imposta sugli immobili, il governo Tsipras ha dovuto fare marcia indietro e di certo l’Enfia resterà  in vigore fino a tutto l’anno prossimo.   APPROFONDISCI – Grecia, dalla tragedia alla farsa. Tsipras: non credo nell’accordo, ma lo attuo   Per il resto, spiega Valori BPL, il danno lo stanno facendo i controlli sui capitali, che hanno ridotto la liquidità in circolazione e hanno creato problemi anche al settore turistico, trainante dell’economia nazionale, contribuendola per il 17,5% alla formazione del pil. Non ultimo, l’aumento della pressione fiscale, conseguente all’attuazione del piano di Bruxelles, dovrebbe tradursi in un generale calo dei consumi, mentre quasi certamente le banche elleniche non potranno sostenere la ripresa del settore con l’erogazione dei mutui, avendo grossi problemi di sotto-capitalizzazione. Quel che accadrà, continua Tsompanidis, è che gli acquirenti potranno pretendere prezzi più bassi e i venditori dovranno concederglieli, visto che dall’arrivo al governo di Syriza si respira un’aria di pessimismo e di sfinimento per il settore immobiliare, a causa dei tira e molla con i creditori pubblici. A soffrire particolarmente dovrebbero essere gli immobili residenziali, i cui venditori tendono ad essere maggiori numericamente dei compratori, mentre più limitato sarebbe atteso l’impatto sugli immobili commerciali.
I primi, quindi, assisterebbero a un collasso ulteriore dei prezzi del 18%.   APPROFONDISCI – Allarme Grecia, l’accordo non c’è: scontro con Bruxelles su tagli a pensioni, IVA e IMU   Ma qualche sorpresa positiva potrebbe arrivare dalla domanda estera. Immobiliare.it ha rilevato che nella settimana dal 2 all’8 luglio, ossia quella a cavallo del referendum del 5, la domanda di case da parte di acquirenti stranieri in Grecia è salita del  60% sul periodo 11-17 giugno, un dato ancora più notevole, se si considera che nello stesso frangente si è avuto un crollo del 38% della domanda interna. E Spitogatos.gr, un sito ellenico di annunci immobiliari in 6 lingue, ha constatato che nei 3-4 giorni seguenti all’annuncio del referendum, il traffico è aumentato del 130%, per poi stabilizzarsi a un comunque ottimo +50%. E’ chiaro che la prospettiva che la Grecia possa tornare alla dracma e che, in ogni caso, il ritorno della recessione colpisca l’economia ellenica stiano inducendo gli stranieri a farci un pensierino.    

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