Saldi estivi stabili, il bonus Renzi non stimola i consumi. Prosegue la crisi della moda italiana

I saldi estivi non decollano. Timidi rialzi, ma le vendite restano al palo. Il bonus Renzi non starebbe avendo l'effetto sperato.

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A due settimane dall’avvio dei saldi estivi, il monitoraggio della Federazione Moda Italia di Confcommercio rileva acquisti “freddi” da parte delle famiglie italiane. Se è vero che non si registra un nuovo calo, com’è avvenuto negli anni precedenti, le vendite sarebbero cresciute mediamente, però, solo dello 0,78%. Lo scontrino medio è passato da 92 a 98 euro. Tra le grandi città, il rialzo maggiore è avvenuto a Palermo, dove la crescita è stata del 5%. A seguire, Milano (+4%), Venezia (+3%), Bari (+2%), mentre Roma, Napoli, Genova, Cagliari e Bologna restano stabili.   APPROFONDISCI – Saldi estivi 2014: calendario e stime per gli sconti post bonus Irpef   Di spegnimento dell’effervescenza dei consumi parla il presidente della Federazione, Renato Borghi, che lascia trasparire la delusione per l’andamento delle vendite, nonostante il bonus Irpef degli 80 euro del governo Renzi. E guardando al trend delle imprese commerciali del settore, Borghi rileva come non si sia ancora avvertita un’inversione di tendenza. Nel 2013, tra nuovi esercizi ed esercizi chiusi, il saldo è stato negativo per 6.361 unità. E nei primi tre mesi dell’anno, al netto delle nuove aperture, risultano scomparse 2.050 aziende, quasi 23 al giorno. Per il resto, si apprende che l’abbigliamento femminile va per la maggiore, così come accade generalmente ogni anno. Insomma, l’effetto di un’impennata dei consumi, grazie al bonus Renzi, non c’è stato. Eppure, le famiglie avrebbero dovuto spendere, stando al governo, tale bonus, date le restrizioni a cui sono soggette da molto tempo. Tuttavia, è probabile che stanno ancora preferendo risparmiarlo, tutelandosi dalle avversità future, oppure potrebbero preferire impiegarlo per bisogni considerati più primari. Infine, bisogna considerare che solo da pochi giorni è arrivata la conferma che il bonus sarà definitivo e non passeggero. Questo aspetto, però, potrebbe già essere stato controbilanciato dalla previsione di una manovra correttiva dei conti pubblici, che il governo quasi certamente sarà costretto a varare a settembre. I consumatori sanno, perciò, che con una mano hanno preso e con l’altra dovranno dare, forse con gli interessi. Quanto ci suggeriscono questi dati è che senza una ripartenza dell’occupazione, i consumi resteranno al palo. Al contempo, queste cifre potrebbero essere il presagio che le famiglie italiane mantengono aspettative negative per il futuro prossimo. L’ennesimo indizio che l’economia italiana è e resta in crisi.   APPROFONDISCI – Manovra correttiva, ecco i numeri sulla possibile stangata del governo in autunno  

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