Sacchetti bio a pagamento, nuova beffa: etichetta non compostabile, inutile per l’umido

L'etichetta adesiva che va attaccata al sacchetto rischia di compromettere il suo utilizzo per la raccolta dell'umido. Ma quanto costano le bioshopper nei vari supermercati?

di Chiara Lanari, pubblicato il
L'etichetta adesiva che va attaccata al sacchetto rischia di compromettere il suo utilizzo per la raccolta dell'umido. Ma quanto costano le bioshopper nei vari supermercati?

La querelle sui sacchetti bio a pagamento per frutta e verdura in Italia non è del tutto finita. Si era detto che i sacchetti della frutta a pagamento potevano essere riutilizzati per l’umido ma a quanto pare l’etichetta che va apposta nel sacchetto durante l’acquisto del prodotto renderebbe inutilizzabile la busta. Il motivo è presto detto: l’etichetta non si stacca facilmente e rischia ogni volta di rompere il sacchetto rendendolo inutilizzabile. Così i cittadini stanno mettendo a punto vari escamotage per cercare di ovviare al problema.

Etichette compostabili per risolvere il problema

L’idea sarebbe quella di produrre etichette biodegradabili e compostabili ma per adesso l’unica a farlo è Esselunga mentre le altre catene sembrano ancora incerte e immerse nel caos più totale. Ovviamente i costi sarebbero superiori e questo potrebbe allungare i test di prova da parte delle catene di supermercati. Auchan e Coop, ad esempio, come riporta La Repubblica, non utilizzano al momento etichette compostabili mentre per Conad sono in fase di avvio e di certificazione etichette biodegradabili e compostabili. Per Lidl il problema non sussiste visto che la frutta viene pesata direttamente in cassa. Quello che è certo è che le etichette non compostabili rendono molto difficile il riutilizzo dei sacchetti.

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Ad esprimersi anche il Consorzio Italiano Compostatori, Massimo Centemero, direttore del CIC, ha infatti affermato che “la mancanza di una comunicazione adeguata nei confronti dei cittadini e degli organi di stampa ha creato fraintendimenti e la diffusione di informazioni a nostro avviso non corrette, soprattutto per quanto riguarda la raccolta differenziata dell’umido e gli impianti di compostaggio.” Dunque un modo per ovviare al problema delle etichette è attaccarle sui manici per non compromettere il sacchetto e poterlo così usare per l’umido ricordando che per la raccolta dell’organico devono essere utilizzati solo sacchetti certificati a NORMA UNI EN 13432 realizzati in carta o in bioplastica.

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Quanto costano le buste nei supermercati?

Il Fatto Alimentare, nel frattempo, ha condotto un’indagine sul costo dei sacchetti nelle varie catene della GDO. Il prezzo medio emerso è di 2 centesimi a busta, anche se alcuni chiedono 1 centesimo e altri, addirittura, 3 centesimi. Dall’indagine è emerso che Conad Tirreno, Coop Toscana, Unes ed Esselunga fanno pagare le buste 1 centesimo, Auchan, Conad, Coop Italia, Coop Lombardia, Eurospar, Gros, Iper e Simply 2 centesimi e NaturaSì e Pam ben 3 centesimi.

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Argomenti: Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici, Servizi pubblici

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