Sacchetti bio frutta e verdura: ecco cosa cambia dopo l’intervento del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha dato il via libera all'utilizzo dei sacchetti biodegradabili portati da casa. Cosa cambierà adesso?

di Chiara Lanari, pubblicato il
Il Consiglio di Stato ha dato il via libera all'utilizzo dei sacchetti biodegradabili portati da casa. Cosa cambierà adesso?

Ad inizio anno, la polemica sull’introduzione dei sacchetti biodegradabili a pagamento per frutta e verdura nei supermercati sembrava non conoscere fine, salvo poi essere scavalcata dalla notizia sul pagamento da parte dei contribuenti oneste delle bollette della luce non saldate dai cittadini “sbadati”, per usare un eufemismo. A distanza di tre mesi, arriva una novità che potrebbe di nuovo rivoluzionare l’approccio delle persone comune presso i supermercati italiani (qui l’approfondimento sulla chiusura dei centri Auchan di Napoli e Catania) e nelle botteghe dei tanti piccoli paesi che compongono il nostro territorio.

Il parere del Consiglio di Stato

La svolta è arrivata dopo il parere positivo del Consiglio di Stato, che ha dato il via libera all’utilizzo dei sacchetti biodegradabili portati da casa, a patto che rispettino i requisiti della precedente normativa, che tanto aveva fatto discutere il Paese. Gli addetti del supermercato non potranno vietare al consumatore di utilizzare il proprio sacchetto anziché quello presente all’interno dell’esercizio commerciale (a pagamento), ma sarà loro compito, ugualmente, vigilare sull’idoneità o meno di quest’ultimo. Soltanto nel caso si dovessero riscontrare delle irregolarità, il cliente sarà tenuto a non utilizzare il sacchetto portato da casa ma esclusivamente quelli presenti nel supermercato, come fatto fino ad oggi.

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I sacchetti si possono portare da casa

Nel suo recente intervento, il Consiglio di Stato ha sottolineato come la precedente normativa avesse l’obiettivo di diminuire in maniera sensibile l’utilizzo delle buste di plastica, così da poter diminuire l’impatto negativo sull’ambiente. Anche l’Unione Europea, negli ultimi anni, si sta muovendo in questa direzione, volta a combattere l’inquinamento dovuto all’utilizzo indiscriminato della plastica. La raccolta differenziata, negli anni passati, ha rappresentato soltanto il primo passo di un percorso virtuoso, dove i materiali plastici rappresentano una componente minima. L’Italia, da questo punto di vista, ha ancora tanta strada da percorrere davanti a sé.

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Argomenti: Economia Italia, Inchieste alimentari e scandali economici

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