Russia, Trump un affare per rublo e borsa: l’uscita dalla recessione si avvicina

L'economia russa sarebbe vicina alla recessione e si avvantaggia della presidenza Trump negli USA. Bene borsa e rublo, a differenza degli altri mercati emergenti.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'economia russa sarebbe vicina alla recessione e si avvantaggia della presidenza Trump negli USA. Bene borsa e rublo, a differenza degli altri mercati emergenti.

Se gli indici azionari a Wall Street sono tutti e tre ai massimi storici, felicitandosi della vittoria di Donald Trump alle elezioni USA dell’8 novembre scorso, non lo stesso si può dire dei mercati emergenti, che stanno subendo in queste settimane il rafforzamento del dollaro e il deflusso dei capitali verso l’America, in attesa di un imminente rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, ormai considerato certo all’ultimo board dell’anno. Le cose appaiono diversamente in Russia, che pur essendo anch’essa un’economia emergente, per giunta in recessione da due anni, sta approfittando dell’arrivo alla presidenza del tycoon, mostrando una buona reazione.

La Borsa di Mosca è cresciuta del 5% nelle ultime due settimane, quando gli indici azionari emergenti hanno perso mediamente quasi il 5%. E il rublo ha ceduto nel complesso appena lo 0,4%, contrariamente a divise come la lira turca, che nelle ultime sedute continuano ad aggiornare i minimi storici contro il dollaro. (Leggi anche: Russia, rublo resta forte e ignora il calo del petrolio)

La Russia è molto legata al petrolio

Se non fosse per la volatilità delle quotazioni del petrolio, materia prima da cui dipende parte consistente dell’economia russa, il cambio avrebbe mostrato una performance di gran lunga migliore, ma è bastato che il greggio mettesse a segno un +11,5% in una settimana, che il rublo si è portato ai massimi da quasi due ottave, scendendo contro il dollaro a un cambio al di sotto di 64 e sfiorando a tratti quota 63.

I rendimenti dei bond stanno seguendo la performance del greggio e dopo essere cresciuti con la vittoria di Trump, adesso si sono riportati poco sopra i livelli dell’8 novembre scorso. I decennali viaggiano in zona 8,70%, i biennali all’8,77%, in rialzo rispettivamente di 23 e 11 punti base rispetto alla data delle elezioni USA. (Leggi anche: Con la vittoria di Trump conviene investire in Russia)

 

 

 

Amministrazione Trump sarà più distensiva con Mosca?

Perché Trump potrebbe fare bene all’economia russa? Anzitutto, potrebbe ritirare al più presto le sanzioni finanziarie contro Mosca, decise due anni fa per via dell’annessione della Crimea e seguite da quelle della UE. Se ciò accadesse, le banche, le imprese e il governo russi avrebbero a disposizione un mercato dei capitali molto più ampio a cui attingere per contrarre nuovi finanziamenti e rifinanziare i debiti in scadenza.

Secondariamente, l’amministrazione Trump dovrebbe mostrare maggiore distensione con i russi nella gestione di diversi dossier, dalla guerra in Siria all’Ucraina, passando per il Medio Oriente. Ciò aprirebbe opportunità molto interessanti per Vladimir Putin, che potrebbe approfittare di questo nuovo corso della politica americana per espandere l’influenza russa in Asia, oltre che possibilmente nell’Est Europa. (Leggi anche: Investire in Russia? Ecco i numeri a cui guardare)

Fine vicina per la recessione russa

L’uscita dalla recessione per l’economia russa sembra ormai prossima, mentre l’inflazione è già scesa ai minimi degli ultimi due anni, pari al 6,1% in ottobre, ancora al di sopra del target del 4% fissato dalla Banca di Russia, ma tale da consentire all’istituto di tagliare gradualmente i tassi dall’anno prossimo, ancora al 10%, contribuendo ad accelerare la ripresa del pil, che viene adesso attesa anche con quotazioni petrolifere intorno ai valori attuali.

Le tensioni con l’Europa restano. Entro fine anno dovrebbe essere prorogata di sei mesi al luglio dell’anno prossimo la durata delle sanzioni UE, a causa della mancata ottemperanza della condizioni previste dall’accordo di Minsk sul cessate il fuoco in Ucraina. E la risposta del Cremlino non si è fatta attendere: l’embargo contro le importazioni di beni alimentari europei durerà “il più a lungo possibile”. (Leggi anche: Sanzioni Russia estese di altri 6 mesi)

 

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Argomenti: Altre economie, Crisi russa, economie emergenti, valute emergenti

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