Russia taglia i tassi a sorpresa sull’inflazione ai minimi dalla caduta dell’URSS

La Russia taglia i tassi e il rublo si rafforza ancora, portando i guadagni al 17% in un anno. Migliorano le prospettive per l'economia.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Russia taglia i tassi e il rublo si rafforza ancora, portando i guadagni al 17% in un anno. Migliorano le prospettive per l'economia.

La Banca di Russia ha annunciato oggi un taglio dei tassi di 25 punti base al 9,75% per la prima volta dal settembre scorso, sorprendendo i mercati, che si aspettavano tassi invariati al 10%. La decisione è stata presa sull’attesa che il target d’inflazione del 4% venga raggiunto entro la fine dell’anno e che a tale livello rimanga anche successivamente. Riviste al rialzo le stime sul pil a +1-1,5% per quest’anno dal +1% atteso in precedenza. L’istituto, retto dal governatore Elvira Nabiullina, il cui mandato è stato rinnovato di recente dal presidente Vladimir Putin, ha fatto presente che ulteriori tagli dei tassi potrebbero arrivare nel secondo e terzo trimestre con gradualità.

A febbraio, l’inflazione in Russia risultava scesa al 4,6% tendenziale e a marzo si sarebbe attestata al 4,3%, il livello più basso in era post-sovietica. Solamente per 6 mesi nel 2012, l’economia russa aveva registrato una crescita annuale dei prezzi inferiore al 5%, dopo la caduta del comunismo. Soltanto due anni fa, l’inflazione toccava il picco del 17%, a seguito della caduta dei prezzi del greggio, le cui esportazioni rappresentano i due terzi del totale del paese e che introitano quasi la metà delle entrate statali. (Leggi anche: Russia, economia in ripresa nel 2017 e rublo a +17%)

Rublo a +17% in un anno

A tale proposito, la Nabiullina ha effettuato una stima conservativa di 40 dollari al barile per i prezzi petroliferi a fine anno. Contrariamente a quanto accade in un’economia importatrice, essendo la Russia esportatrice della materia prima, un calo delle quotazioni del Brent tende a fare lievitare la sua inflazione, attraverso un indebolimento del cambio.

Dopo l’annuncio del taglio dei tassi, il rublo si è rafforzato contro il dollaro, apprezzandosi dello 0,27% a pochi minuti dalle ore 13 (in Italia) a un cambio di 57,23725, in rialzo del 17% su base annua e dell’11% dalla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali USA di novembre. Considerando che un barile di petrolio costa oggi sui 50,90 dollari, fanno poco più di 2.900 rubli, quando all’apice delle quotazioni nel giugno 2014, un barile arrivava a corrispondere a poco meno di 4.000 rubli. In calo quest’anno anche i rendimenti dei titoli di stato russi, con i decennali a segnare -38 punti base, scendendo all’8%, mentre i biennali salgono di 11 bp all’8,36%. (Leggi anche: Rublo russo a +26,5% in un anno, ma Mosca punta a non rafforzarlo più)

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Argomenti: Altre economie, Crisi russa, economie emergenti, valute emergenti