Russia: rublo a +2,7% in una settimana contro il dollaro, ma restano i dubbi

Il rublo si rafforza del 2,7% contro il dollaro in appena una settimana, del 20% in meno di 2 mesi. Il rally non sarebbe supportato dai fondamentali.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il rublo si rafforza del 2,7% contro il dollaro in appena una settimana, del 20% in meno di 2 mesi. Il rally non sarebbe supportato dai fondamentali.

Il rublo si accinge a chiudere un’ottima settimana, avendo registrato un rialzo contro il dollaro del 2,7% in appena una settimana, la migliore performance tra le 170 valute monitorate da Bloomberg. Al momento, il cambio con il biglietto verde si attesta a 60,59, il 20% in più rispetto al minimo toccato a fine gennaio, prima che la Banca di Russia tagliasse i tassi, ora al 14% dal 17% di dicembre. Eppure, dopo il rally delle quotazioni del petrolio a febbraio, nelle ultime tre settimane il Brent ha perso il 15%, per cui la risalita del rublo appare quanto meno poco sostenuta dai fondamentali, anche perché non sembra che gli investitori esteri siano tornati a puntare i loro capitali su Mosca, per quanto le tensioni con l’Occidente sull’Ucraina si siano un pò allentate.   APPROFONDISCI – Russia, il rublo si rafforza sotto quota 60 e c’è attesa per un nuovo taglio dei tassi   In realtà ci sarebbe, in particolare, un fattore tecnico a determinare l’apprezzamento del rublo di questi ultimi giorni. Le società sono chiamate a pagare le tasse nei prossimi giorni e la data del 25 è quella in cui si concentrerà gran parte dei pagamenti. Pertanto, quelle che hanno riserve in valuta straniera, attraverso le esportazioni, stanno convertendole in rubli, perché ovviamente le tasse si pagano in valuta locale. In tutto, si tratta di 1.300 miliardi di rubli dovuti allo stato, pari a 22 miliardi di dollari al cambio attuale.

Quotazioni petrolio in calo

Naturale, quindi, che la maggiore domanda di rubli ne stia rafforzando il corso, il quale non potrà che tornare a risentire, però, dell’indebolimento delle quotazioni del Brent, che si avvicinano sempre più a quota 50 dollari al barile, anziché attestarsi sui 60, come continua a sperare il governo. Oltre tutto, non conviene alle stesse entrate statali che il rublo si rafforzi, slegandosi dall’andamento del prezzo del greggio. Nel giugno del 2014, un barile di petrolio valeva al cambio di allora e stando alle quotazioni quasi 4.000 rubli, oggi intorno ai 3.215, il 20% in meno. Più i rubli per barile diminuiscono, maggiore sarà la necessità che il cambio s’indebolisca, derivando dalla vendita di petrolio e gas quasi la metà delle entrate statali.   APPROFONDISCI – Russia, vediamo perché il rublo potrebbe tornare a indebolirsi  

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Argomenti: Altre economie, cambio rublo dollaro, quotazioni petrolio