Russia, rally del rublo a quota 58 contro il dollaro. Vediamo perché

Il rublo continua a salire contro il dollaro, proseguendo un rally non atteso fino a poco tempo fa. Ecco le ragioni alla base di questo trend.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il rublo continua a salire contro il dollaro, proseguendo un rally non atteso fino a poco tempo fa. Ecco le ragioni alla base di questo trend.

Dopo avere perso il 46% nel 2014, dall’inizio dell’anno ha guadagnato il 4,9%, la percentuale più elevata tra le 24 valute emergenti. Si tratta del rublo, che stamane tratta a un cambio di 58 contro il dollaro, il livello più basso del 2015. Eppure, fino a poche settimane fa, la divisa russa sembrava spacciata, destinata a un ulteriore tonfo, seguendo il destino delle quotazioni del petrolio. In effetti, il corso del rublo sta seguendo proprio quello del Brent, salito del 25% da gennaio, sebbene in calo rispetto ai livelli di febbraio. E a sua volta, sappiamo che il prezzo del petrolio è correlato negativamente alla forza del dollaro. Dunque, il dollaro sale e il rublo scende, ma ora che il biglietto verde si è indebolito nelle ultime sedute, il rublo si è rafforzato.   APPROFONDISCI – Russia, vediamo perché il rublo potrebbe tornare a indebolirsi   Ma le ragioni dell’apprezzamento del cambio devono individuarsi anche in altri fattori. Oggi, ad esempio, la società degli ipermercati Lenta ha raccolto in borsa 225 milioni di dollari, avendo in progetto l’apertura di nuovi 25 punti vendita in Russia. Domani, il Ministero delle Finanze emetterà titoli di stato denominati in rubli per complessivi 16,2 miliardi (279 milioni di dollari), dando vita all’ultima asta del trimestre. Dunque, tra oggi e domani, il mercato russo avrà richiesto quasi mezzo miliardo di dollari tra emissione di azioni e bond. Gli investitori esteri interessati all’acquisto o quelli russi in possesso di valuta straniera devono avere, quindi, convertito qualche centinaio di milioni di dollari in rubli, rafforzando la valuta locale. Inoltre, le aziende dovranno pagare questo mese allo stato tasse per 1.300 miliardi di rubli, necessitando così di convertire le riserve di valuta straniera. Sberbank stima che solo questa settimana saranno convertiti 10 miliardi di dollari (580 miliardi di rubli), portando il cambio con il rublo a 57,48 entro la fine di marzo.   APPROFONDISCI – Russia, vediamo perché il rublo potrebbe tornare a indebolirsi   Naturale che anche i rendimenti dei bond governativi russi ne stiano risentendo positivamente. Quelli a 5 anni sono scesi al 12,78%, registrando un calo di 78 punti base. Grazie all’allentamento anche delle tensioni geo-politiche con l’Occidente e il venir meno della necessità di aumentare le sanzioni USA e UE contro la Russia, Mosca ha potuto tenere 9 aste consecutive di titoli di stato, dopo averne annullate 27 nel 2014.

Crisi rublo finita?

Il recupero del rublo avrà effetti positivi sull’inflazione, salita al 16,7% a febbraio, il dato più alto dal 2002. Ma pensare che la crisi valutaria sia finita sarebbe un errore: resta il fatto che il rublo ha perso il 40% nell’ultimo anno e la sua debolezza potrebbe riesplodere con un probabile nuovo tonfo delle quotazioni del greggio. Inoltre, la crisi ucraina è tutt’altro che risolta e l’acuirsi di nuove tensioni potrebbe rimettere in fuga i capitali dalla Russia. Infine, non dimentichiamoci che nel giugno del 2014, un barile di petrolio equivaleva a 3.900 rubli, oggi appena 3.200, il 18% in meno. Un rublo più forte non converrebbe al governo, che si ritroverebbe a iscrivere a bilancio un “buco” delle entrate.   APPROFONDISCI – La Banca di Russia taglia i tassi al 14%, l’inflazione non spaventa Nabiullina

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Argomenti: Altre economie, quotazioni petrolio