Russia, Putin ordina di distruggere centinaia di tonnellate di cibo importato dalla UE

Le centinaia di tonnellate di cibo confiscato in Russia e importato dalla UE devono essere distrutte. Lo ha ordinato Vladimir Putin, scatenando proteste e polemiche.

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Le centinaia di tonnellate di cibo confiscato in Russia e importato dalla UE devono essere distrutte. Lo ha ordinato Vladimir Putin, scatenando proteste e polemiche.

in Russia, dove il Cremlino ha ordinato da oggi di distruggere le centinaia di tonnellate di generi alimentari importati illegalmente dalla UE e confiscati dallo stato alla dogana. Si tratta di una decisione estrema del presidente Vladimir Putin, in reazione alle sanzioni di USA ed Europa contro le banche, le società russe e il governo di Mosca. Bruxelles ha di recente esteso tali sanzioni fino alla fine di gennaio del prossimo anno. Nonostante lo stop alle importazioni dalla UE imposto nei mesi scorsi e che vede colpita l’Italia più di altri paesi, a causa del suo export basato molto sui nostri prodotti alimentari, il contrabbando ha permesso finora l’ingresso illegale nel paese di centinaia di tonnellate di beni vietati, che adesso, però, dovranno andare al macero.   APPROFONDISCI – Sanzioni UE pronte contro la Russia. Ecco i governi favorevoli e contrari   Ma è polemica nel paese, dove il rappresentante dei consumatori Alischer Sachidov critica apertamente Putin, invitandolo a guardare in faccia i 18 milioni di russi, che vivono al di sotto della soglia di povertà. E il leader del Partito Comunista, Gennady Ziuganov, propone di distribuire la merce confiscata alla Chiesa ortodossa e ai fratelli ucraini, che soffrono per la guerra. E sul sito change.org sono state già raccolte solo ieri 200.000 firme per chiedere al governo di distribuire il cibo ai bisognosi, alle famiglie numerose, ai soldati, mentre il portavoce dell’esecutivo, Dmitri Peskov, ha assicurato ai giornalisti che i sottoscrittori della petizione online non saranno identificati del tutto, quasi mostrandosi solidale con la loro proposta, un fatto del tutto inusuale per la politica moscovita. E voci contrari alla decisione del Cremlino si levano anche tra la carta stampa e la TV, anche di quanti sinora hanno sostenuto senza tentennamenti le misure di Putin.   APPROFONDISCI – Grecia, sanzioni contro aiuti: nel patto segreto tra Tsipras e Putin c’è anche la Cina?

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