Russia, Putin: ora più libertà in economia. E i depositi bancari tornano a crescere

La Russia si sarebbe messa alle spalle il peggio, secondo il ministro delle Finanze, riferendosi alla crisi in corso dell'economia. Segnali di ripresa sul fronte finanziario e dei depositi bancari.

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La Russia si sarebbe messa alle spalle il peggio, secondo il ministro delle Finanze, riferendosi alla crisi in corso dell'economia. Segnali di ripresa sul fronte finanziario e dei depositi bancari.

Il ministro delle Finanze, Anton Siluanov, non ha dubbi: il peggio per l’economia in Russia è passato. Lo ha dichiarato oggi, intervenendo a una conferenza organizzata dagli industriali e gli imprenditori del paese. Secondo il ministro, s’intravedono già i segni del miglioramento con la stabilizzazione finanziaria, aggiungendo che la Russia sarebbe in grado di sostenere un’inflazione all’11-12%. Nel corso dello stesso evento, il presidente Vladimir Putin ha dichiarato che il modo migliore per reagire alla crisi e alle sfide esterne è una più ampia libertà nell’economia, creando le condizioni per sostenere chi vuole fare impresa nel paese e creare posti di lavoro moderni. Il governo ha dato vita a un fondo anti-crisi da 3,9 miliardi di dollari quest’anno, mentre Putin ha ammesso che i tassi restano ancora alti, ma che non sarebbe possibile allentare la guardia per ora. A febbraio, l’inflazione è salita al 16,7%, il dato più alto dal 2002, mentre la produzione industriale diminuiva dell’1,6% su base annua, dopo il +0,9% registrato a gennaio, mese in cui il pil è scivolato dell’1,5% tendenziale. Nel 2015, il pil potrebbe cedere anche il 4%. E tra crisi dell’economia e inflazione a 2 cifre, il reddito disponibile delle famiglie quest’anno potrebbe ridursi del 6%, i consumi dell’8%. La crisi in Russia è il mix di 4 fattori interconnessi: il dimezzamento delle quotazioni del petrolio, che rappresenta quasi la metà delle entrate statali e i 3 quarti delle esportazioni del paese; il crollo del rublo; la fuga dei capitali e le sanzioni USA e UE contro Mosca.   APPROFONDISCI – La Banca di Russia taglia i tassi al 14%, l’inflazione non spaventa Nabiullina  

Tassi depositi banche Russia in crescita

Nel 2014, i depositi bancari sono diminuiti in Russia del 2,5%.

Il calo è proseguito anche a gennaio, ma a febbraio si è avuto un aumento del 2%, grazie alla battaglia sui tassi delle banche, in particolare, quelle straniere, che rappresentano qui l’8,5% degli assets totali del settore. Al fine di attirare i clienti, gli istituti hanno vistosamente alzato i tassi sui depositi in rubli, che arrivano ad essere anche a due cifre, quando non sconfinavano generalmente oltre il 5% fino a pochi mesi fa.
La più generosa pare essere Unicredit, che offre fino al 14%, ma anche Sberbank ha alzato il rendimento dal 7,25% di un anno fa all’11,25%. E’ probabile, quindi, che le banche dovranno sborsare tassi a due cifre per tutto il 2015, nonostante l’allentamento della stretta monetaria russa, con i tassi passati dal 17% di dicembre al 14%. Che, però, il business resti valido lo dimostra anche il cauto ottimismo dell’ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, che ha dichiarato come nei primi 2 mesi dell’anno, i risultati in Russia siano stati superiori alle attese. Se il 2014 si è caratterizzato per una tremenda fuga dei capitali (-131 miliardi di dollari), quest’anno, complice la tregua apparentemente duratura con l’Ucraina di queste settimane, il clima potrebbe essere più disteso. Resta, però, lo spettro di un nuovo scivolamento delle quotazioni del greggio, così come va avvertito che che a fronte di alti tassi, un investitore straniero dovrebbe fare i conti con un potenziale deprezzamento del rublo, che negli ultimi 12 mesi ha perso il 42%.   APPROFONDISCI – Russia, vediamo perché il rublo potrebbe tornare a indebolirsi  

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