Russia ottimista sul rublo, previsioni del 27% in un anno

Rublo ancora in rally e i russi migliorano di molto le loro aspettative, con il rischio di risultare eccessive.

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Rublo ancora in rally e i russi migliorano di molto le loro aspettative, con il rischio di risultare eccessive.

Continua il rally del rublo, in scia alle attese per il vertice di Doha del 17 aprile, quando i grandi produttori di petrolio del pianeta dovrebbero discutere il possibile congelamento della produzione, rinvigorendo le quotazioni. E così, oggi la divisa russa guadagna l’1,50% contro il dollaro, attestandosi a un cambio di 66,97 al momento. Eppure, secondo un sondaggio realizzato dall’istituto di stato VTsIOM, da qui ai prossimi 12 mesi, i russi si aspetterebbero un cambio tra rublo e dollaro a quota 49, ovvero rafforzato del 27% rispetto ai valori attuali. Si tratta di una previsione forte, tenuto conto che gli analisti di Bloomberg stimano che fra un anno vi sarebbe un cambio di 70,5. Il rapporto tra rublo e dollaro atteso tra i prossimi 12 mesi dai russi intervistati sarebbe in linea con la forza massima toccata dalla divisa russa nel maggio dello scorso anno, in coincidenza con un vigoroso rally delle quotazioni del greggio, che si erano portate fin sopra i 60 dollari al barile.

Previsioni rublo credibili?

Ad oggi, i guadagni realizzati dal rublo sono stati perfettamente in linea con quelli delle quotazioni del greggio nelle ultime settimane. Grazie all’apparente arresto del declino di queste ultime, dalle quali dipendono i due terzi delle esportazioni e il 40% delle entrate statali in Russia, anche i rendimenti dei titoli di stato sono diminuiti, portandosi al 9,25% sui 10 anni e al 9,61% sui 2 anni, segnando un calo da inizio anno rispettivamente di 49 e 55 punti base. Chiaramente, ipotizzare un così forte rafforzamento del cambio in appena un anno implica anche prevedere un pari aumento dei prezzi del Brent, che dovrebbero risalire a non meno di 50 dollari al barile per giustificare una simile corsa del rublo. Per il resto, le previsioni sull’economia rimangono tiepide. Goldman Sachs ha tagliato le sue sul pil dal +1,5% al +0,5%, in considerazione della debolezza del mercato energetico. L’inflazione resta al di sopra del target per il quarto anno consecutivo, anche se in rallentamento al 7,3% a marzo. Il governatore della Banca di Russia, Elvira Nabiullina, ha avvertito che senza un miglioramento dei conti pubblici, non ci sarebbe spazio per tagliare i tassi, che restano elevati (11%).  

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