Russia, economia in ripresa nel 2017 e rublo a +17% quest’anno

Economia in ripresa in Russia, grazie alla risalita dei prezzi del petrolio. Giù l'inflazione, ma anche i tassi dovrebbero scendere nei prossimi mesi.

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Economia in ripresa in Russia, grazie alla risalita dei prezzi del petrolio. Giù l'inflazione, ma anche i tassi dovrebbero scendere nei prossimi mesi.

Migliora l’outlook per l’economia russa, reduce da un biennio di dura recessione. Grazie alla risalita delle quotazioni del petrolio, le cui vendite finanziano quasi la metà delle entrate statali insieme a quelle del gas, nonché rappresentano i due terzi delle esportazioni, il governo di Mosca ha alzato le stime sul pil di quest’anno, che restano negative, ma dello 0,5% dal -0,6% precedente. Il ministro delle Finanze, Anton Siluanov, l’altro ieri ha dichiarato che la crescita economica nel 2017 potrebbe essere persino doppia del +0,6% messo in conto dall’esecutivo, arrivando al +1,1-1,2%.

Oggi, invece, si conosceranno i dati sull’inflazione a dicembre, che dovrebbe scendere ulteriormente al 5,5-5,6% dal 5,8% di novembre. Sarebbe il livello più basso da quasi 5 anni a questa parte, decisamente inferiore ai tassi a due cifre ancora imperanti negli ultimi mesi dello scorso anno. (Leggi anche: Russia, Trump un affare per rublo e borsa)

Inflazione in Russia in decisa discesa

Gli economisti ritengono che la Banca di Russia dovrebbe quasi riuscire a centrare il suo target d’inflazione del 4%. L’ultima volta che ce l’ha fatta erano i primi mesi del 2012. Alla base del rallentamento della crescita dei prezzi c’è sempre l’ascesa delle quotazioni del petrolio, che stanno trainando da tempo il rublo, che quest’anno mette a segno contro il dollaro un rialzo di quasi il 17%, passando da un cambio di inizio 2016 di 73 a uno attuale di 61.

Siluanov ha aggiunto, però, che la decelerazione degli ultimi mesi sarebbe anche legata al buon raccolto di questa stagione, che sta abbassando i prezzi al consumo per le famiglie russe. Ricordiamo che la Russia è un granaio mondiale. (Leggi anche: Russia, rublo migliore valuta emergente)

 

 

 

 

Rublo e tassi

Tuttavia, lo stesso ministro ha avvertito che un forte apprezzamento ulteriore del cambio non sarebbe gradito dall’industria nazionale, che rischierebbe di rendersi meno competitiva. La sua produzione, spiega, si regge su un cambio di 65 contro il dollaro, ovvero più basso dei livelli già raggiunti dal rublo.

Forse, mai come in questa fase vi è stata tanta fiducia verso la banca centrale russa sulla sua capacità di raggiungere gli obiettivi d’inflazione. Il governatore Elvira Nabiullina ha mantenuto la promessa del settembre scorso di non tagliare i tassi fino alla fine del 2016, tenendoli all’attuale 10%, un livello quasi doppio dei tassi d’inflazione. (Leggi anche: Banca di Russia taglia i tassi, ripresa imminente)

Taglio dei tassi quasi certo nel 2017

Secondo la guidance dell’istituto per il triennio 2017-’19, i tassi saranno tenuti a 250-300 punti base più alti dell’inflazione. Se questa dovesse scendere mediamente intorno al 4,5% nel 2017, dovremmo attenderci, quindi, tassi d’interesse sul 7-7,5%, ovvero dovremmo attenderci un taglio di 250-300 bp entro i prossimi 12 mesi.

Sarà anche per questo che le obbligazioni russe appaiono molto appetibili adesso. I rendimenti dei titoli di stato denominati in rubli a 10 anni sono scesi di 140 bp all’8,36% quest’anno, quelli biennali di 180 bp all’8,30%. Ma se un anno fa, tali rendimenti risultavano ancora di circa il 2,5% più bassi dei livelli d’inflazione, ora sono più bassi di quasi il 3%. Un’ulteriore discesa dell’inflazione, accompagnata quasi certamente da una limatura dei tassi, non potrà che rafforzare la domanda di questi bond, specie se nel frattempo il petrolio dovesse sostare sopra i 50 dollari al barile. Per Mosca, anche 45 dollari andrebbero bene, in quanto compatibili con la stabilità economica e sociale globale. (Leggi anche: Investire in Russia? Ecco i numeri a cui guardare)

 

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