Russia, crollano consumi e salari reali a luglio. Il peggio potrebbe ancora arrivare

Crollo dei salari reali e dei consumi a luglio in Russia. Pesano e preoccupano la crisi del rublo e la conseguente ondata inflazionistica.

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Crollo dei salari reali e dei consumi a luglio in Russia. Pesano e preoccupano la crisi del rublo e la conseguente ondata inflazionistica.

Nel mese di luglio, in Russia si è avuto un crollo dei salari reali (salari nominali – inflazione) del 9,2%, che ha trascinato in ribasso della stessa percentuale anche le vendite al dettaglio, dopo il -8,6% annuo già registrato a giugno. Una sorpresa positiva sembra essere arrivata, invece, dal mercato del lavoro, con la disoccupazione in lieve calo al 5,3% dal precedente 5,4% e contro un’attesa per un aumento al 5,5%. Gli investimenti fissi sono anch’essi precipitati e dell’8,5% su base annua. I numeri spiegano bene la crisi in corso dell’economia russa, che nel primo trimestre si è contratta del 2,2% e nel secondo del 4,6%. La Banca di Russia ha stimato una recessione del 3,2% per l’anno in corso, ma ha ammesso che la stima potrebbe essere rivista in ribasso. Il rublo ha perso il 25% negli ultimi 3 mesi e il cambio con il dollaro è ora a 65,8060.   APPROFONDISCI – La Russia taglia i tassi all’11%, ma preoccupa l’inflazione con il rublo debole  

Recessione Russia forse non ancora all’apice

Proprio la debolezza del cambio, frutto del -30% segnato dalle quotazioni del petrolio dall’apice dell’anno, sta tenendo alta l’inflazione, che a luglio era scesa al 15,6%, pur sempre quasi 4 volte il target fissato dall’istituto. La nuova ondata di crollo dei prezzi energetici e del rublo potrebbe riaccelerare l’inflazione, facendo perdere ulteriore potere di acquisto ai salari e impattando così negativamente sui consumi interni. La Banca di Russia è stretta tra l’obiettivo di sostenere la crescita, allentando la politica monetaria, e quello di contenere l’inflazione, attraverso l’aumento dei tassi. Oltre tutto, una nuova stretta monetaria avrebbe effetti ambigui sull’economia, perché potrebbe frenare da un lato il deprezzamento del rublo, ma la valuta sarebbe slegata così dai fondamentali, essendo necessario, invece, che il suo corso segua quello delle quotazioni del petrolio, rischiandosi altrimenti una crisi fiscale.   APPROFONDISCI – La Russia ora potrebbe rialzare i tassi

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